Articoli Taggati ‘pirateria p2p’

Le 6 alternative a PirateBay

Come tutti ben sapete The Pirate Bay che ha perso tutti i suoi downloader utenti dopo essere  stata venduta alla Global Gaming Factory, molti di questi utenti allora sono alla ricerca di nuovi siti torrent per scaricare.

Ora in questo elenco che vi proporrò ci saranno le sei migliori alternative a Pirate Bay per scaricare i vostri tanto amati, e desiderati torrent.

Mininova

Mininova è secondo molti il  tracker di Torrent più visto dell’ intero web, e con molti file al suo interno. Infatti ha molti utenti a cui piace scaricare indovinate quanti? Ben 9 miliardi che aspettate a provarlo?.

IsoHunt

Un’ altro ben visto  tracker di file torrent  molto visitato e conosciuto che ha dalla sua i 1300TB di  files e con un’ utenza alta e  anche qui file  niente male di ben 1.6 milioni  di torrents attivi .

BtJunkie

Questo è tracker molto meno conosciuto rispetto agli altri , ma ha lo stesso dalla sua ben  3.6 milioni di  torrents e 80 milioni di peers tra seeders e  leechers e cosi via.

NowTorrents

Anche se non parliamo di tracker, è il numero 14  tra i più popolari trackers di file torrents, con elevati numeri di seed e leechers , molto meglio di altri ancora che si trovano sul web.

VerTor

VerTor considerato da molti uno   migliori motori di ricerca per torrent search, e questo non a caso. Sapete il perchè? be ve lo spiego io ha dalla sua una protezione massima, infatti certi file saranno protetti addiritura da password, ma l’ unica pecca di questo buon tracker è il fatto che ha pocchissimi file da offrire alla gente solo 650.000.

Condannato sito eMule in Francia

Ennesimo processo ed ennesima guerra al peer to peer. Se qualche giorno fà avevamo parlato di una decisione che difendeva quello che era, l’argomento della condivisione dei file, in Francia c’è stato il contrario.

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La pirateria metterà a rischio molti posti di lavoro

E’ un bollettino che tiene in allerta tutti, infatti riguarda la pirateria che avanza sempre di più. Secondo dei dati dell’Unione Europea, nel 2015 non esisteranno più circa un milione di posti di lavoro, tutto questo causato dalla pirateria.

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Sentenza protegge il p2p

Notizia clamorosa che arriva dalla Spagna dove, una sentenza ha scatenato davvero una rivoluzione. L’oggetto in merito è lo scambio di file ovvero p2p, che nel scorso degli anni è stato condannato duramente.

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Fapav contro Telecom , ecco perchè Fapav sta sbagliando.

Più va avanti l’affaire Fapav contro Telecom, più si aggrava gli occhi degli utenti della rete – e ai nostri – la posizione di Fapav. La cattiva fede pare aumentare di comunicato in comunicato, e anche sul suo altrimenti scarno sito ufficiale.

Dopo la presa di posizione del Garante per la Privacy riguardo agli indirizzi IP degli utenti dei maggiori siti di file sharing italiani – che la Fapav ha commissionato di acquisire ad una società francese – la Federazione Anti-Pirateria Audiovisiva comincia a mettersi un po’ sulla difensiva. Ammette di aver raccolto dati sulle statistiche d’uso di alcuni strumenti di condivisione di file come eMule, ma solo al fine di stabilire quale fosse il provider più “gettonato” dai supposti “pirati”. Il suo fine era di poter poi cominciare a farvi pressione, colpendo gli utenti “pirata”.

Il tutto è avvenuto, come ancora Fapav ammette, attraverso una versione modificata dello stesso eMule, “modificato in modo da visualizzare la ripartizione dei download per ISP”. Il risultato ottenuto è stato che Telecom Italia sia il provider preferito dai pirati. Di qui il procedimento che riguarda Telecom. Come se non fosse intuibile che il maggiore ISP italiano fosse anche il più usato per il file sharing, legale e no. Anche senza ricorrere a magheggi come questi. Fapav sembra dimenticare il peer-to-peer legale e utile (prima ancora di poter essere proficuo), e come spesso accade ai paladini del diritto d’autore, fa di tutta l’erba un fascio.

Fapav continua a chiedere – e, ora, non più solo al Tribunale di Roma, ma anche al Garante per la Privacy, dopo il suo coinvolgimento – che Telecom spezzi una sua sorta di “omertà” nei confronti dei suoi utenti, accusandola di complicità coi loro operati. In altre parole, che violi apertamente la privacy di tanti navigatori. Il Garante è chiaramente dalla parte dei consumatori e dell’inviolabilità della loro riservatezza nell’aprirsi alla comunicazione e a Internet. Inoltre la cattiva fede della Fapav emerge dal modo in cui non solo giustifica, ma spiega “tecnicamente” la natura delle sue indagini sui siti in questione (quasi tutti aggregatori di file condivisibili). Quelle intrusioni, di cui sembra attribuirsi il diritto sacrosanto, chissà che non possano essere giudicate più colpevoli rispetto alle azioni di cui accusa tanto gli altri utenti della Rete.