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Gioco flash Shakespeare Romeo e Giulietto spopola nel web

Chi l’avrebbe mai pensato che un gioco basato su uno dei romanzi di Shakespeare sarebbe diventato un successone in tutto il mondo tramite il web?
Sulle avventure di Romeo e Giulietta si stanno sfidando 22 milioni di giocatori .E’ quello che sta capitando – grazie a 22 milioni di giocatori – a un platform game basato sulle avventure dell’autore di Romeo e Giulietta.

Potete cimentarvici a partire da questo link.
Il nostro eroe (Romeo) deve affrontare una serie infinita di pericoli attraverso un tortuoso percorso all’interno di Stratford-upon-Avon, il paese natale di Shakespeare.
L’obbiettivo del gioco è quello di raccogliere abbastanza rose per la sua amata Giulietta, evitando cinghiali inferociti, scheletri fastidiosi e tutto quanto la campagna inglese possa presentare di rischioso.

Inizialmente il gioco era nato solo per promuobere la città di  Warwickshire, la “Shakespeare Country“. Inaspettatamente, grazie alla viralità della rete, già un numero di utenti pari a un terzo della popolazione britannica, a oggi, ha già giocato a queste avventure. Promozione low cost ed efficace. Un esempio da tenere bene a mente per l’Italia.

Alien vs Predator: la nuova versione

Un titolo che ha conquistato giocatori e telespettatori. Al cinema, Alien Vs. Predator ha incollato numerosi appassionati alla poltrona. Alla tv, tramite i videogiochi, altrettanti appassionati si sono sfidati a lungo, fin dalla prima versione.

Sono passati circa 10 anni dall’ultima versione per pc che conquistò migliaia di giocatori e lo stesso team che creò il gioco di allora ha deciso di riproporre Alien Vs. Predator, ovviamente aggiornato alle attuali consolle.

Alien contro Predator è sicuramente uno degli sparatutto più famosi, realizzato per ogni consolle, pc incluso. In questa nuova relase, è possibile scegliere di interpretare Alien, Predator o i Marine, esattamente come accadeva nel passato. Le ambientazioni sono discrete, anche se su tutte invece quella dei Marines, più complessa e adrenalica.

La grafica non è un granchè, c’è poca pulizia e non sembra un gioco dei giorni nostri, è tutto molto piatto e sicuramente questo toglie emozione al gioco,  che però si distigue per un audio notevole, un sonoro molto curato non tanto nelle musiche quanto più nei suoni che accompagnano le azioni.

E’ un gioco che appassionerà di certo gli amanti sfegatati del genere, ma che con i suoi bachi lascia sicuramente perplesso chi non è un fan accanito.

Allods e l’ennesimo clone di WoW

Come è possibile intuire dal titolo si è di fronte, ancora una volta, ad un eccesso di fantasia da parte di autori “free” nei confronti di titoli storici dell’MMO: Allods Online, distribuito da gPotato (la stessa di Rappelz, altro pseudo-clone di Lineage), si posizione egregiamente in questa costellazione di meteorine; il gameplay, quasi tutte le razze e persino lo “stile” della grafica è fin troppo uguale al gioco della Blizzard, ma non mancano neanche note positive come la possibilità di customizzare discretamente il proprio personaggio, una velocità di carimento migliore di molti altri MMORPG fatti coi piedi ed una fluidità adeguata al dettaglio texture.

Ovviamente viene da chiedersi “perchè” bisognerebbe andare a cascare sempre sulle stesse cose, ma queste domande trascendentali raramente hanno risposta se non usa – forse estremamente scontata: cavalcare la cresta dell’onda a tutti i costi. E’ stato così nel periodo d’oro di Star Wars Galaxies, quando usciva un nuovo Sci-Fi ogni mese; si è ripetuto e continua a ripetersi ora quando World of Warcraft ha macinato record e intere famiglie, arrivate a sfasciarsi per questioni di gioco;  è stato ribadito nella sua pateticità quando il Fantasy nevrotico di Lineage non sembrava bastare e sono spuntate fotocopie come Shaiya

Da sempre, nella storia degli MMO, ci sono le copie ed i copiati: non sempre le seconde sono migliori delle prime, ma spesso accade; Allods farà parte di queste? Lo si vedrà quando abbandonerà il Beta Testing entro il 2010.

SquareEnix pronta al XIV Final Fantasy

La data è ormai sostanzialmente confermata: anche se non si ha un riferimento preciso è certo che, l’ultimo capitolo della saga di Final Fantasy, vedrà la luce entro il 2010; come l’XI si tratterà di un MMORPG e quindi, dopo il flop di The Last Remnant, la softwarehouse sembra intenzionata a puntare in questo settore.

Il gioco si ambienterà nel fantastico mondo di Haiderin e ad i giocatori sarà permesso di avventurarsi nelle Terre di Eorzea: inevitabili gli upgrades grafici anche se il gameplay rimarrà lo stesso, oltre all’immancabile Fee mensile e al “permadeath” dell’account targato tutto SquareEnix; per capire di cosa si tratta è necessario aprire una breve parentesi.

Quando si apre un nuovo account, sia esso gratuito, a pagamento, con Item Mall e quant’altro, il 99% degli MMO lo tiene sempre memorizzato nei propri server e ne garantisce l’esistenza se non altro per anni (visto e considerato che i giochi stessi hanno comunque una longevità limitata): in sostanza se giocate un periodo e poi smettete di pagare, quando dopo TOT tornate, ritrovate i vostri personaggi e tutto quello che avevate fatto esattamente come lo avevate lasciato; ebbene, SquareEnix è praticamente l’unica a NON seguire questa politica, disattivando l’account in maniera permanente quando si decide (o si ha la sfortuna) di saltare il pagamento anche di una sola Fee. 

Questo significa che decidere di non giocare anche solo per un mese dopo anni porterà all’inevitabile perdita di TUTTO quanto si è fatto, personaggi e achivements annessi.

Guild Wars 2 ancora senza una data

L’atteso titolo di ArenaNet, sequel dell’omonimo e famoso titolo, rimane ancora senza una data di uscita; le certezze sono poche e vengono divulgate in maniera centellinata dalla softwarehouse sponsorizzata da Nc-Soft: il gameplay rimane lo stesso del predecessore nonostante la parte grafica presenterà notevoli innovazioni ed un motore 3d completamente rivisitato;  l’iterazione  con gli enviromentals sarà migliorata permettendo anche di distruggere o alterare gli oggetti d’arredo e verrà introdotto un sistema di “mentoring” per permettere ai giocatori più esperti di gruppare con i novizi. 

Oltre alla consueta modalità PvP (player versus player) e GvG (guild versus guild) si sfideranno intere nazioni, tra cui un nuovo continente aggiunto alla mappa originale del primo Guild Wars; anche il cap limit dei livelli sarà alzato oltre il ventesimo del precedente titolo, mentre la celeberrima Terra di Tyria sarà completamente rimappata per adattarsi agli sconvolgimenti che faranno da base alla nuova storyline.

La storia è ambientata 250 anni dopo la fine di Eye of North, la quarta espansione del precedente episodio, ed i giocatori potranno esportare il nome dei personaggi, gli obiettivi raggiunti e le badge, anche se saranno disponibili nuove classi alle quali attingere; la comunità di fan non può che rimanere in attesa di vedere questo progetto annunciato come molto promettente.

Gods&Heroes: Rome Rising

Dato alla luce dall’ormai defunta Perpetual, Gods&Heroes è un MMORPG mai andato oltre la Beta: dalla grafica promettente e dal gameplay originariamente molto simile a quello di Guild Wars (un personaggio principale più un piccolo gruppo costruibile con NPC, Non-Playing-Character), è rimasto nel limbo per mesi dopo il fallimento della Softwarehouse genitrice.

Il gioco è di tipo storico e non vi sono aggiunte come classi come elfetti, nani, orchi, eccetera, ma permette la scelta di soli umani: anche le classi saranno “realistiche”, suddividendosi in specializzazioni tipiche dell’epoca romana (come astati, triari, veliti e quant’altro); durante il progresso sarà possibile allinearsi con le divinità classiche del periodo, acquisendo certi tipi di bonus piuttosto che altri a seconda di chi si scelga, sia esso il bellicoso Marte o la zuccherosa Venere, il tonante Giove o la possessiva Giunone, anche se non sono mai stati resi pubblici sufficienti dettagli al riguardo per stilare un prospetto soddisfacente. 

L’unica “quasi” certezza è che sarà a pagamento, almeno per quanto riguarda la Fee mensile: Heatwave Interactive, il nuovo sviluppatore, ha dovuto sostenere costi non indifferenti per riprendere in mano l’oneroso progetto lasciato incompiuto dal predecessore, quindi è quasi scontato non si limiterà ad un sistema con Item Mall.

Apple ri-ammette alcune applicazioni “erotiche” nell’AppStore

Solo pochi giorni fa Apple aveva deciso di eliminare ben 5000 applicazioni considerate “troppo erotiche” e non adatte per tutti i clienti dall’AppStore. Ovviamente questa decisione ha sconvolto gli sviluppatori di alcune applicazioni con le quali si “guadagnavano da vivere”; ed in seguito alla loro protesta Apple ha deciso di riammettere alcune delle applicazioni, effettuando un’analisi più accurata di ogni singola aplpicazione e cambiando i metodi di giudizio.

Sembra che Apple in precedenza abbia deciso di eliminare queste aplicazioni con un metro di giudizio soggettivo, e quindi non andando a controllare realmente in cosa l’applicazione consistesse. Solo adesso Apple ha deciso di cominciare a fare le cose come si deve, ed alcuni sviluppatori si sono visti riammettere le loro applicazioni in AppStore, come “Simply Beach” e “Daisy Mae’s Alien Buffet“. La prima è certamente giustificata, in quanto lo scopo dell’app è quella di vendere costumi da bagno; la seconda invece rappresenterebbe solamente un semplice giochino.

Sicuramente Apple non ha molto ben chiare le idee a riguardo e sui metri di giudizio da utilizare; staremo a vedere come si evolverà il caso.

In arrivo l’MMO di Playboy

Dopo più di mezzo secolo di attività l’impero di Hug Hefner sbarca anche nel web con un MMO play-by-browser: già qualche anno fa l’epopea dell’Eros e del capitalismo americano veniva rivista in chiave video-ludica con Playboy The Mansion e la relativa espansione, Private Party, con un mediocre successo.

Arriva dunque la versione online in cui mette il giocatore (più probabile giocatrice, si presume o così sperano gli autori) nei panni di una playmate: bisognerà confrontarsi con altri utenti con un sistema a turni e di card, probabilmente sullo stile di Urban Rivals, e al successo corrisponderà un avanzamento nella “gerarchia” della Mansion. 

La data del rilascio non è ancora stata fissata ma sembra che avverrà entro il 2010, anche se le aspettative per un prodotto del genere sono quasi nulle e si limita a pura curiosità da parte della comunità online; è prevista sia una forma di PvE in cui si otterrà esperienza completando quest e missioni, sia del PvP verso altre “conigliette”, il tutto ovviamente per entrare nelle grazie del patron Hef. 

Il gioco sarà gratuito (almeno un pò di buonsenso) e molto probabilmente si baserà su un sistema ad Item Mall; c’è da chiedersi quando arriverà anche un simulatore di politica, magari un gioco in cui più si corrompe, più si ruba alle casse della collettività e più si sale di livello… chissà.

Nc-Soft e Lineage: il tempio dei farmers

Già in precedenza si è parlato di farming, farmers e del fenomeno dell’e-buying: questo cancro dell’MMO è diffuso ovunque, sebbene alcune Softwarehouse abbiano trovato dei metodi (e la voglia) di contrastarlo; molti MMORPG usano il un programma aggiuntivo e che si avvia prima del gioco stesso chiamato GameGuard, uno “scudo” anti hacking e cheating, ma purtroppo questo è anche uno di quelli più soggetti ad aggiramenti ed exploit. 

Lineage 2, da anni nel panorama dei MMORPG e sempre sulla cresta dell’onda,  è sempre stato invaso dai farmers illegali e dai BOT necessari proprio all’e-buying: in tanti anni è impossibile pensare che fior fior di programmatori non siano riusciti a mettere la museruola a qualche “hacker” cinese, mentre i server gratuiti riescono a farlo modificando un paio di righe di codice; viene dunque il dubbio che NC-Soft non voglia realmente arginare il fenomeno, cosa supportata non solo dal sospetto d’incopetenza troppo marcato, ma anche per le conseguenze di un’epurazione reale e definitiva. 

L’economia di una delle più grandi comunità online è INTERAMENTE basata sul farming e sull’e-buying: il semplice atto di giocare o di “espare”, l’andar a zonzo uccidendo mostri cattivi per far crescere il proprio personaggio (e divertirsi), a certi livelli diventa impossibile se non si ha un’equipaggiamento tale da supportare… e completamente improbabile da recuperare tramite metodi strettamente legal, ovvero senza l’e-buying; non bisogna dimenticare che, oltre a questo, chi si affida all’e-buying per Lineage ha dei vantaggi spropositati rispetto a chi non lo fa, tutto il sistema ne è assuefatto e senza collasserebbe.

Il Farming negli MMO: cancro o semplice powerplaying?

La parola “Farming” si sente spesso ripetere negli ambienti dei MMORPG, anche se pochi ne capiscono il significato: derivante da “farm” (fattoria) e  ”to farm” (coltivare), solitamente indica un’azione ripetitiva atta a collezionare qualcosa di valore per il proprio personaggio (dall’esperienza agli oggetti rari, passando per i semplici soldi); il Farming è diffuso soprattutto nei prodotti coreani: la filosofia stessa di questi MMO impone che la crescita del personaggio sia lenta quanto l’acquisizione di esperienza, i premi molto rari ed i soldi risicati. In linea teorica, per la maggior parte dei MMORPG coreani, sono previsti ANNI per portare il proprio personaggio ai massimi livelli con il migliore equipaggiamento disponibile: in alcuni di questi il Farming è una scelta, un modo per velocizzare le cose; in altri è assolutamente una necessità, in quanto è impossibile andare avanti diversamente.

Giochi famosi come per esempio Lineage 2 sono totalmente dipendenti dal Farming: uccidere trilioni di mostri cattivi per aumentare di una quantità irrisoria la propria esperinza, ucciderne trilioni X 10 solamente per sperare che diano un pezzo di equipaggiamento, ucciderne due o tre e dover riposare per.. due o tre minuti; da questa superficiale analisi si capisce come siano innanzitutto “giochi di pazienza”. 

Purtroppo non tutti quelli che si accostano a questi MMO possiedono suddetta pazienza, anche se non sono immuni alla dipendenza che inducono: s’instaura così quel meccanismo di servilismo che porta al e-buying, l’acquisto di moneta di gioco con soldi versi, dai cosiddetti “farmers” cinesi (giocatori prevalentemente dell’Estremo Oriente che non fanno altro che farmare dalla mattina alla sera e poi rivendere i frutti del loro “lavoro”).

4Story: l’analfabetismo ingiustificato

Il titolo di questo articolo parla chiaro e da subito un’idea di cosa si sta per trattare: il MMORPG 4Story sviluppato da Zemi Int. e distribuito da Gameforge (conosciuta nel mondo dei giochi online) e della “qualità” della documentazione inerente; il videogioco è disponibile in varie lingue tra cui l’italiano, ed è qui che sorgono i problemi. Viene il dubbio che i traduttori dei contenuti siano stati arruolati tra cugini poveri del carbonaro Gasperino de’ Il Marchese del Grillo, stupendo e indimenticabile commedia con Alberto Sordi: a parte gli evidenti errori di grammatica l’italiano, nel suo complesso, è al limite del massacro e degno di una parodia di Nonciclopedia; alcuni termini totalmente inventati mentre altri sono “italianizzati” da chissà quale lingua risultando addirittura più facile, per chi conosce l’inglese, leggere le sezioni straniere piuttosto che quelle nazionali.

Il gioco in se, a parte questi orrori che farebbero rivoltare nella tomba i Padri della lingua italiana come Petrarca e Alighieri, non presenta nulla di nuovo sul panorama degli MMO: tre fazioni a cui allinearsi (due in conflitto tra loro e una neutrale); elfetti, umani, fatine e una sorta di uomini-gatto tra le razze scieglibili; Free Play (almeno il buon senso non è tramontato) e Item Mall a supporto che PERO’… non segue molto la politica in proposito, permettendo agli utenti di comprare oggettistica davvero importante che può fare la differenza in gioco.

Per finire, si tratta di un prodotto trito e ritrito, già visto, ampiamente abusato.. e destinato a far divertire “un po’ di più” quanti hanno la possibilità di spendere soldini veri alla Item Mall di Gameforge: di certo il fair play, come la lingua italiana, ne esce malridotto.