Anche se ormai la policy della azienda televisiva su piattaforma satellitare più diffusa in Italia ha radicalmente cambiato direzione, le associazioni che riuniscono i cittadini consumatori, ribadiscono la mancanza di basi solide nelle richieste di esose penali, dell’ordine di centocinquanta euro, per gli ex clienti Sky, rei di non aver restituito il decoder al termine del contratto di abbonamento. Del resto l’azienda di proprietà del magnate australiano Rupert Murdoch nell’ultimo anno ha già dimostrato maggiore flessibilità con i consumatori che hanno risolto un contratto di abbonamento, consentendo loro di possedere un decoder che, in periodo di digitale terrestre e fine del segnale analogico in molte regioni italiane, consente di sintonizzarsi su una grande varietà di canali e trasmissioni in chiaro, praticamente un free to air. Il monito delle associazioni dei consumatori avevano sottolineato comunque l’impossibilità di dover pagare una penale causa la poca chiarezza di Sky sulla faccenda, soprattutto per quel che concerne modo di restituzione, luogo e costi. Probabilmente Sky avrà ritenuto opportuno evitare di storaggiare migliaia di apparecchi di vecchia generazione, preferendo la mancata restituzione. Diverso è il discorso per le smart card, possibili oggetto di pirateria e invece quale sarà la linea di condotta sui moderni HD?







