
Dopo la condanna per i capi di Google Italia accusati ingiustamente di non aver sorvegliato sui contenuti inseriti di Youtube, si teme adesso un’arrivo della censura che potrebbe portare ad alcune leggi che mettano un freno alla rete.
in una intervista a repubblica.it l’ex garante della privacy Stefano Rodotà è stato molto chiaro: se non sia analizza con le dovute attenzioni la sentenza che ha condannato tre dirigenti di Google Italia e soprattutto non si leggeranno le motivazioni processuali, si potrebbe creare una specie di caccia alle streghe che potrebbe comportare una censura indiscriminata del web.
Secondo Rodotà infatti bisogna constatare se veramente Google ha fatto tutto quello possibile per eliminare subito il video non appena è comparso nella rete, oppure che dopo le segnalazioni ci sia stata una “ritardevole” mancanza nell’eliminazione del contenuto non appropriato.
“…in particolare il decreto legislativo 70 del 2003, prevede che il provider non è responsabile per i contenuti immessi dagli utenti, se li rimuove appena viene effettivamente a conoscenza di un fatto illecito“, che continua “Ora questo clima potrebbe essere rafforzato da una lettura sbrigativa della sentenza e anche da un’eventuale motivazione del tribunale che non tenesse conto della natura della rete. Ogni giorno su YouTube o su Facebook vengono introdotti centinaia di migliaia di contenuti, e questo esclude possibilità di controlli preventivi come quelli previsti su stampa, radio e tv“







