Introduzione
Rootkit Hunder consente di analizzare il filesystem, sottoponendo alla scansione tutti i file presenti in esso alla ricerca di applicazioni malevole.
Installazione
Per installare l’applicazione è necessario installare il pacchetto rkhunter, reperibile dal componente universe dei repository ufficiali.
Configurazione
Completata l’installazione di Rootkit Hunter, è necessario aggiornare il programma e il database utilizzato per eseguire la scansione del sistema; a tale scopo è sufficiente digitare il seguente comando in una finestra di terminale:
sudo rkhunter --update
Avvio e utilizzo
Per avviare una scansione del sistema digitare il seguente comando in una finestra di terminale:
sudo rkhunter -c
Quella che segue è una spiegazione dei principali comandi disponibili:
| Opzione | Descrizione |
| –disable-md5-check | Viene disabilitato il controllo sugli hash MD5. |
| –report-mode | Non vengono visualizzati messaggi aggiuntivi, ma solo il report dell’analisi del sistema. |
| –cronjob | Esegue l’applicazione automaticamente a intervalli di tempo regolari. |
| –skip-keypress | Evita di dover premere «ok» alla fine di ogni test. |
Una volta terminata la scansione, l’applicazione mostra un rapporto sullo stato del sistema, grazie al quale sarà possibile capire se sono presenti dei programmai malevoli all’interno del computer.
Questo è un esempio del risultato di scansione:
System checks summary
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File properties checks...
Files checked: 122
Suspect files: 5
Rootkit checks...
Rootkits checked : 109
Possible rootkits: 2
Applications checks...
Applications checked: 3
Suspect applications: 1
The system checks took: 1 minute and 37 seconds
Il log mostrato sopra è solo una descrizione sommaria riportata alla fine della scansione, per avere una visione completa su quanto analizzato da Rootkit Hunter consultare il file /var/log/rkhunter.log.
Nel caso in cui nel log risultino dei file sospetti è consigliato utilizzare alcune delle seguenti patch del kernel:
- lids: consente di bloccare il kernel nei casi di occultamento o modifica dei PID dei processi, di caricamento di altri moduli e di manipolazione dei file presenti nella cartella /dev.
- selinux: aumenta il grado si sicurezza del proprio sistema operativo. Il principio su cui è basato è il «Mandatory Access Control», nella pratica per cui il MAC impedisce ai processi di andare oltre quelli che sono i limiti imposti dall’amministratore del sistema. Inoltre controlla che gli utenti del sistema possano controllare e gestire liberamente i file e le impostazioni di sistema, per evitare che ci siano state manomissioni nei permessi.
- Nessus: consente la ricerca da remoto di qualsiasi tipo di vulnerabilità all’interno del sistema.
- Carbonite: consente il collegamento di ogni processo nella «task_struck», che sarebbe la struttura che raccoglie tutte le le info relative ai processi di sistema, per individuare i processi pericolosi una volta che la macchina è stata manomessa.
- Tripwire: uno strumento per il controllo delle «checksum» crittografiche, consente di controllare lo stato di determinati file rispetto ad uno stato di partenza.








