Non c’è pace per Apple. A meno di una settimana dal lancio di iPad i malumori non si fermano. Questa volta, o per meglio dire ancora una volta, riguardano iBooks e i rapporti che Apple ha con gli sviluppatori e gli eventuali partner.
Avevamo già parlato della poca trasparenza che aveva condotto, per esempio, alcune grandi case editrici a non firmare l’accordo di collaborazione con la Mela. Ciò che apprendiamo in questi giorni riguarda l’applicazione di iBooks e il fatto che non segue affatto le linee dettate dalla stessa Apple. Linee severe, secondo le quali nessun dispositivo ricorrere a tecnologie non riproducibili, proprio per non forzare il mercato.
Pare infatti che il software faccia uso di API del tutto private, che in nessun modo possono essere riprodotte dai concorrenti, venendo quindi meno alla stesse regole imposte da Cupertino e facendo uso di pratiche che la stessa Apple non gradisce.
Questo chiaramente conferisce alla Mela una posizione di vantaggio forzato e, quindi, scorretto.
Pare comunque che domani verranno fornite novità a riguardo, in grado di svelare l’arcano e sciogliere, si spera, i sospetti.






