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Exaile Lettore Multimediale Ubuntu

Introduzione

Exaile è un lettore multimediale sviluppato con le librerie GTK+ e quindi ottimizzato per l’ambiente grafico GNOME. Il programma ricorda in molti aspetti il celeberrimo Amarok, lettore multimediale per KDE.

Quella che segue è una schermata di esempio:

Preparativi

Per installare l’ultima versione di Exaile è necessario aggiungere dei repository esterni al proprio file dei repository.

Aprire il file gedit/etc/apt/sources.list dal terminale con un editor di testo con i privilegi di amministrazione e aggiungere le righe adatte alla propria versione:

  • Ubuntu 8.04 «Hardy Heron»:
    deb http://ppa.launchpad.net/exaile-devel/ubuntu hardy main
    

Per ricaricare la lista dei pacchetti è sufficiente digitare il seguente comando in una finestra di terminale:

sudo apt-get update

Installazione

Installazione il pacchetto exaile. sudo apt-get installa exalie

Guida all’installazione Del Desktop Manager E17

Installazione

Aprire il file gedit/etc/apt/sources.list con un editor di testo e con i privilegi di amministrazione e aggiungere in fondo la riga relativa alla versione in uso:

  • Ubuntu 8.04 «Hardy Heron»:
    deb http://e17.dunnewind.net/ubuntu hardy e17
    

Salvare il file e chiudere l’editor. Per autenticare i pacchetti è necessario importare la chiave GPG; a tale scopo è sufficiente digitare i seguenti comandi in una finestra di terminale:

wget http://lut1n.ifrance.com/repo_key.asc
sudo apt-key add repo_key.asc

Aggiornare l’elenco dei pacchetti digitando il seguente comando in una finestra di terminale:

sudo apt-get update

Importazione dei menu di GNOME e KDE

Per importare i menu di GNOME o KDE, digitare il seguente comando in una finestra di terminale:
e17genmenu

Impostazione della lingua italiana

Per impostare la lingua italiana come lingua predefinita del sistema, digitare in una finestra di terminale il seguente comando:
enlightenment_remote -lang-set it_IT.UTF-8

Itask-ng

Itask-ng è una dock sviluppata proprio per questo sistema. Un modulo aggiuntivo di Enlightenment, basato sul vecchio engage, che può essere utilizzato anche con i composite manager quali xcompmgr, kompmgr o il più recente ecomorph. Attualmente l'applicazione non è presente nei repository ufficiali, è quindi necessario compilare la versione da sorgenti. Prima di iniziare, assicurarsi di aver installato i seguenti pacchetti: Spostarsi nella propria directory Home e scaricare i sorgenti digitando in una finestra di terminale i seguenti comandi:
cd
svn checkout http://itask-module.googlecode.com/svn/trunk/itask-ng

Le ultime versioni stabili si possono invece scaricare al seguente indirizzo.

Spostarsi nella cartella appena scaricata e compilare i sorgenti, digitando in un

terminale i seguenti comandi:

cd ~/trunk/itask-ng
./autogen.sh
make
sudo make install

Una volta terminato sarà necessario sistemare il percorso alle nuove

librerie digitando in un terminale il seguente comando:

sudo mkdir ~/.e/e/modules/itask-ng/linux-gnu-i486
sudo cp -v ~/.e/e/modules/itask-ng/linux-gnu-i686/module* ~/.e/e/modules/itask-ng/linux-gnu-i486
In alcuni casi la directory /itask-ng viene rinominata in /ng.

Il precedente comando ha creato una nuova directory chiamata linux-gnu-i486 e ha spostato all'interno le librerie

che sono state generate in una directory errata.

È necessario aggiungere dalle preferenze il modulo e configurarlo a proprio piacimento, per farlo andare su

Configuration Panel -> Extensions -> Itask NG-> Add . Per avviare itask-ng con un composite manager,

digitare il seguente comando in un terminale:

enlightenment_remote -use-composite-set 1

Quindi caricare il modulo «itask-ng».

Guida all’installazione Di Window Manager Fluxbox Ubuntu

Installare dai repository

La procedura in questo caso è molto semplice:

sudo apt-get install fluxbox

Installare da sorgenti

Scaricare i sorgenti dell’ultima versione di sviluppo, in quanto allo stato attuale la versione stabile è troppo vecchia e non più supportata. Questo lo dicono gli stessi sviluppatori di Fluxbox:

“The latest stable release is v0.1.14. Development version of Fluxbox can be found here. Please note that 0.1.14 is actually fairly dated (and unmaintained) now, and the development series is quite stable. It is mainly waiting on translation and documentation work before it becomes stable. “

Scaricare il sorgente dal sito ufficiale e assicurarsi di disporre di tutti gli strumenti necessari per la compilazione da sorgenti

sudo apt-get install build-essential checkinstall xlibs-dev auto-apt

Aprire un terminale e scompattare il sorgente scaricato in precedenza

tar xvzf fluxbox-0.9.14.tar.gz

Entrare nella cartella appena creata

cd fluxbox-0.9.14

e scrivere

auto-apt run ./configure --enable-kde --enable-gnome --disable-xmb

l’opzione –disable-xmb dovrebbe risolvere il problema del caricamento lento con Ubuntu.

make
sudo checkinstall

Preparare l’avvio di fluxbox

Prima di avviare Fluxbox è consigliabile copiare i file della configurazione di default da /etc/X11/fluxbox nella propria home con il comando

 startfluxbox

che darà un errore finale ma copia la configurazione iniziale nella cartella ~/.fluxbox

L’avvio di Fluxbox cambia a seconda della propria installazione di Ubuntu. Si potrà quindi avere GDM (se si usava GNOME) oppure KDM(se si usava KDE). In tutti i casi è necessario, utilizzando l’Ufficio/EditorDiTesto preferito, creare il file ~/.fluxbox/startup o modificarlo se già esiste

nano ~/.fluxbox/startup

Cancellate tutto l’eventuale contenuto e aggiungere quanto segue:

# fluxbox startup-script:
#
# xset +fp /home/~/.font
#
# Your favourite mouse cursor:
# xsetroot -cursor_name right_ptr
#
# Change your keymap:
# xmodmap ~/.Xmodmap
#
#Faccio partire fluxbox in background e ne salvo il pid
/usr/local/bin/fluxbox &
fluxpid=$!
#
#imposto l'iimagine di background
#E' importante impostarla qui se non vogliamo che cambi ogni
#volta che cambiamo lo stile
fbsetbg /percorso/per/immagine/di/sfondo.png
#
#Adesso faccio partire le applicazioni che desidero all'avvio. E' molto importante che siano #seguite da "&"
#
#Ecco alcuni esempi:
#Questo se voglio mantenere icone, caratteri e impostazioni di gnome
gnome-settings-daemon &
#
#Questo è molto importante per non dover montare cd, dvd, chiavette usb ecc. a mano
gnome-volume-manager &
#
#Questo è per lo screensaver
xscreensaver -nosplash &
#
#Questo è per il driver sonoro ESD, tra i più diffusi
esd -nobeeps -noterminate &
#
#Per controllare lo stato della batteria
gnome-power-manager&
#
#Programma di messaggistica istantanea
gaim &
#
#Questo è il pager nativo di fluxbox
#Lo potete installare con "sudo apt-get install fbpager
fbpager &

#############################################################
#Assicuriamoci che tutte le applicazioni stiano sopra questa riga

wait $fluxpid

Dopo aver modificato e salvato il file secondo le proprie esigenze salvate e chiudete.

Questo file necessita dei seguenti permessi di esecuzione:

chmod 755 ~/.fluxbox/startup

Ora dobbiamo fare in modo che il nostro login manager ci permetta di entrare in fluxbox:

sudo nano /usr/share/xsessions/fluxbox.desktop

e copiate il seguente contenuto:

[Desktop Entry]
Encoding=UTF-8
Name=Fluxbox
Comment=This is fluxbox
Exec=/home/NOMEUTENTE/.fluxbox/startup

[Window Manager]
SessionManaged=true

ovviamente sostituite NOMEUTENTE con il nome della vostra home.

In questo passaggio è molto importante che il nome della home venga scritto per esteso e non abbreviato con ~/

Ho letto che chi ha Kubuntu dovrebbe trovare automaticamente Fluxbox all’avvio in Kdm… Attendo conferme!!!

Impostare un menù

Prima di avviare fluxbox è meglio creare un menu di base che ci permetta di iniziare a prendere confidenza con questo window managaer:

fluxbox-generate_menu -gk

le opzioni -g e -k permettono di creare un sottomenu gnome e uno kde.

In alternativa, apriamo con un editor il file /etc/X11/fluxbox/fluxbox-menu aggiornato ogni volta che un’applicazione viene installata, e copiamo le voci che ci interessano nel file ~/.fluxbox/menu. In questo modo otterremo un menù ancora più completo.

Adesso non dobbiamo far altro che uscire dal nostro attuale Desktop Environment (Ctrl+Alt+Backspace) e nel menù del login manager dovremo trovare la voce Fluxbox.

Personalizzare Fluxbox

Ai fini della personalizzazione si elenca una lista (non esaustiva) di programmi che è possibile installare:

  • File manager (per navigare all’interno del file system): pcmanfm, rox, emelfm, Xfe, Thunar (il file manager di xfce).
  • Desktop manager: Idesk, FbDesk, Fbpager.
  • System Monitor, per avere sott’occhio alcune informazioni sul sistema (spazio su disco, uso del processore, uso della ram,,,): Conky, GkRellm.

Inoltre ci sono altre cose da personalizzare in Fluxbox, questi sono il file keys e il file groups. Il primo serve ad impostare scorciatoie da tastiera, il secondo è utile per raggruppare assieme le finestre.

Impostare sfondo del Desktop

Facile! Per prima cosa abbiamo bisogno di installare eterm.

sudo apt-get install eterm

Ora per impostare come wallpaper l’immagine sfondo.jpg:

fbsetbg -f /percorso/sfondo.jpg

Fatto!

Consiglio: fbsetbg -l imposta come sfondo l’ultimo che è stato utilizzato. Questo comando può essere aggiunto in ~.fluxbox/init alla riga: session.screen0.rootCommand: fbsetbg -l In questo modo ad ogni avvio avremo il nostro sfondo preferito!

Rox Filer

ROX è un veloce e user-friendly file manager adatto a chi usa fluxbox. Per installare dai repository

sudo apt-get install rox-filer

Ora basta eseguire rox per gestire le nostre cartelle.

Per ulteriori informazioni o per installare da sorgenti http://rox.sourceforge.net/desktop/home

File keys

Questo imposta comodissime scorciatoie da tastiera. Il formato del file è

<modificatore> <tasto> [...] :<operazione>

I modificatori più utilizzati sono Mod1 e Mod4. Il primo equivale al tasto Alt. Il secondo al tasto Win. Quindi capito questo è facile ora impostare tutte le scorciatoie da tastiera che desideriamo. Possiamo eseguire operazioni sui workspace, sulla finestra corrente, sul window manager ma non solo.

Ecco un esempio del file ~/.fluxbox/keys:

#Fluxbox keys file

Mod1 Tab :NextWindow
Mod1 F1 :Workspace 1
Mod1 F2 :Workspace 2
Mod1 F3 :Workspace 3
Mod1 F4 :Workspace 4
Mod1 F5 :Workspace 5
Mod1 F6 :Workspace 6
Mod1 F7 :Workspace 7
Mod1 F8 :Workspace 8
Mod1 F9 :Workspace 9

#Righe personalizzate

#comandi window manager
Mod4 f :ExecCommand firefox &
Mod4 x :ExecCommand xterm &
Mod4 g :ExecCommand gaim &

#comandi sui workspace
Mod1 Control Right :NextWorkspace
Mod1 Control Left :P revWorkspace

#comandi finestra corrente
Control f :Fullscreen
Control Right :MoveRight 5
Control Left :MoveLeft 5
Control Up :MoveUp 5
Control Down :MoveDown 5

Le prime dieci righe non commentate sono standard (possono tranquillamente essere cancellate e/o modificate). La prima permette di cambiare finestra premendo Alt+Tab , le altre tramite la combinazione Alt+Fn vanno all’n-esimo workspace.

Ora passiamo all’analisi delle righe personalizzate: le prime tre hanno lo stesso funzionamento, fanno parte dei comandi sul window manager.

Analizziamo la prima: Win+F apre Firefox. Chiaramente ora è facile capire che con queste combinazioni è possibile aprire davvero qualsiasi programma.

E’ consigliabile inserire una & dopo il nome del programma, inoltre, attenzione ai : (due punti), devono avere uno spazio a sinistra, mentre questo non deve essere presente a destra. Altri esempi di questo tipo di comandi sono:
  • Restart
  • Quit
  • SetStyle ’stile’

Il secondo gruppo di comandi fa parte dei comandi eseguibili sui workspace. Alt+Control+Sinistra visualizza il workspace precedente, Alt+Control+Destra visualizza il successivo. Sui wokspace si possono anche eseguire:

ShowDesktop
SetWorkspaceName 'nome'

Il primo comando visualizza la scrivania, il secondo rinomina name il workspace.

L’ultimo gruppo di comandi viene effettuato sulla finestra corrente. La prima riga massimizza alla pressione di Control+F la finestra corrente. Le ultime quattro righe muovono la finestra sul desktop! Control+Alt+Freccia muove la finestra nella direzione della freccia premuta. L’argomento 5 è il numero di pixel che rappresenta di quanto si vuole che la finestra si muova.

Altri esempi:

MaximizeVertical
MaximizeHorizontal
ResizeTo
Resize
ResizeHorizontal
ResizeVertical
MoveTo
Move
Close
KillWindow
NextTab
PrevTab

Volendo e con un pò di fantasia si può fare davvero di tutto con la tastiera… per ulteriori comandi o operazioni eseguibili vedi il manuale di fluxbox

man fluxbox

Dopo aver modificato le impostazioni delle scorciatoie da tastiera non dimenticare di cliccare Riconfigura dal menu principale, per applicare le modifiche. Se tale voce dovesse mancare aggiungere la seguente riga al file ~/.fluxbox/menu

[reconfig] (Riconfigura)

File groups

Questo file serve per abilitare raggruppamenti di uno o più programmi in una stessa finestra. La struttura del file deve essere fatta così per ogni riga :

<programma1> <programma2>... <programmaN>

Se questo file spesso non esiste, non preoccupiamoci, basta crearlo e inserire all’interno di una stessa riga i programmi che vogliamo siano raggruppati nella stessa finestra. Possiamo fare in modo anche che programmi diversi siano raggruppati.

Ecco un esempio di ~/.fluxbox/groups:

firefox
eterm gnome-terminal

La prima riga farà in modo di raggruppare diverse finestre di Firefox insieme, la seconda invece raggruppa assieme sia le finestre di Eterm sia quelle di gnome-terminal.

Eterm

Eterm, oltre ad essere uno dei terminali più personalizzabili con fluxbox contiene nel suo pacchetto Esetroot. Esso permette al wallpapersetter di Fluxbox di impostare lo sfondo.

sudo apt-get install eterm

Tutti I Formati Liberi

Introduzione

Questo documento fornisce una breve introduzione a cosa siano i formati liberi e alcune informazioni specifiche di tali formati.

Cos’è un formato libero?

Alcuni formati di file sono proprietari, sono cioè proprietà di una qualche organizzazione. È possibile che queste organizzazioni richiedano un pagamento per l’utilizzo di tali formati oppure pongano dei vincoli sul loro utilizzo. Ciò implica che non è possibile usare o distribuire questi formati senza prima pagare la somma richiesta o comprarne una licenza.

Un formato libero, invece, è un formato che può essere utilizzato da tutti senza alcuna restrizione legale sul suo utilizzo. I formati liberi sono molto diffusi, anche l’HTML, su cui è basato il web, è un formato libero. Ubuntu supporta alcuni formati liberi e tutta la comunità del Software Libero ne incoraggia l’uso.

Ci sono molti formati liberi che possono rimpiazzare la loro controparte proprietaria. È utile ricordare che alcuni formati (come PDF o Flash) hanno spesso delle specifiche pubbliche o semi-pubbliche, ma ne viene ristretto l’uso dai proprietari dei diritti o dei brevetti.

Alcuni formati alternativi sono:

Formato proprietario Formato preferito
MP3, AAC, WMA Ogg Vorbis
WMV, AVI, Dvix Ogg Theora
doc, xls, ppt OpenDocument

Acquistare dispositivi che supportano formati liberi

Apparecchi elettronici come i lettori audio portatili, spesso, supportano diversi formati per cui il produttore ha acquistato le licenze di utilizzo. Per questo può essere difficile trovare un prodotto in grado di riprodurre un formato libero. Questa sezione fornisce un aiuto all’acquisto di lettori che supportano formati liberi.

Audio

Se si è interessati all’acquisto di un nuovo lettore portatile, controllare questo indirizzo per un elenco completo di dispositivi che supportano i formati liberi.

Informazioni formati/applicazioni specifici

Questa sezione fornisce informazioni sui problemi legati a specifici formati e fornisce le alternative libere.

Audio

Molti dei formati audio diffusi non sono liberi e sono protetti legalmente in alcuni paesi. Esistono comunque delle alternative libere, spesso superiori in qualità.

MP3

Sul formato MP3 grava un brevetto, sia per la decodifica che la codifica. Questi brevetti sono fatti rispettare rigidamente, scoraggiando lo sviluppo di applicazioni per MP3. Come detto prima, bisognerebbe considerare l’utilizzo di Ogg Vorbis, un’alternativa libera e di miglior qualità rispetto al formato MP3 (bisogna solo comprare dispositivi audio con più cautela).

Altri formati liberi:

  • FLAC (Free Lossless Audio Codec) per archiviare musica:
  • Speex (compressione di alta qualità del parlato).

Video

Anche alcuni formati video sono protetti da restrizioni legali o utilizzano dei metodi anti-copia non liberi.

DVD

DVD non cifrati dovrebbero funzionare, comunque va ricordato che il formato video mpeg2 è coperto da un brevetto e il supporto per tale formato non è fornito in modo predefinito.

Per un supporto completo ai DVD è necessario il supporto ai Content Scrambling System (CSS). Benché la codifica sia debole, utilizzare libdvdcss per aggirare i CSS è illegale negli Stati Uniti e in altri paesi.

Come si può leggere in questa pagina, la copia di backup dei DVD in alcuni paesi europei è legale. È possibile fare una copia di backup di tutto ciò che si possiede in Norvegia, Svezia, ecc. Se non è necessaria compatibilità con un lettore DVD utilizzare Ogg Theora.

Altri formati video liberi:

  • Dirac (un formato video in fase di sviluppo)

Grafica e desktop publishing

  • OpenDocument: è un formato entrato in uso con OpenOffice.org 2 ed è una valida alternativa ai formati utilizzati da Microsoft Office. Tale formato è diventato anche uno standard internazionale (ISO/IEC 26300). Maggiori informazioni possono esere trovate a questo indirizzo.
  • SVG Scalable Vector Graphics: SVG è un formato per grafica vettoriale sviluppato dal consorzio Web (W3C), il responsabile di molti degli standard per il web (CSS, HTML e PNG). SVG è molto raccomandato come alternativa ai formati proprietari quali Adobe Illustrator (AI). Questo è un elenco di strumenti di disegno che supportano SVG. Per maggiori informazioni, consultare questa pagina.
  • Scribus è una buona alternativa per il desktop publishing.
  • Adobe Reader per leggere i documenti in formato PDF.
  • DejaVu: formato alternativo al PDF e anche valido sostituto del formato JPG in quanto sembra comprimere l’immagine in modo migliore.

Multimedia

Esistono diversi altri formati multimediali coperti da brevetti o legalmente.

Flash

Ci sono diversi progetti che stanno implementando una versione libera di Macromedia Flash, in modo da non utilizzare la versione proprietaria di questo software:

Altro

Altri formati molti utilizzati potrebbero essere soggetti a restrizioni in alcuni paesi.

Java

È possibile trovare varie implementazioni libere di Java, GCJ, GNU Classpath, gcjwebplugin e il nuovo Apache Harmony. Le attuali implementazioni sono utilizzate per eseguire OpenOffice.org, Eclipse e altri software.

La Sun Microsystems ha annunciato che le future versioni di Java saranno distribuite con licenza GPL.

DOSemu emulatore del vecchio DOS Ubuntu

Introduzione

DOSemu è un emulatore del sistema DOS, utile per poter giocare con vecchi videogiochi.

o dal terminale sudo apt-get installa dosemu


Installazione

È sufficiente installare il pacchetto dosemu reperibile nel componente multiverse dei repository ufficiali.

Avvio

Per avviare DOSemu, aprire una finestra di terminale e digitare il seguente comando:

dosemu

In caso di problemi di avvio di DOSemu con Hardy vedere qui.

Installare un videogioco

La directory C: di DOSemu è situata nella propria Home in .dosemu/drive_c/.

Esempio: Installare Prince of Persia

  1. Scaricare il gioco da questo indirizzo.
  2. Estrarre l’archivio appena scaricato nella cartella .dosemu/drive_c/prince/.
  3. Avviare Dosemu e spostarsi nella cartella del gioco con il comando da terminale
    cd prince/
  4. Avviare il gioco con il comando da terminale
    4d_prin.exe

Esempio: Installare Ignition

  1. Scaricare il gioco da questo indirizzo.
  2. Estrarre l’archivio appena scaricato nella cartella .dosemu/drive_c/ignition/.
  3. Avviare Dosemu e spostarsi nella cartella del gioco con il comando da terminale
    cd ignition/
  4. Avviare l’installazione del gioco con il comando da terminale
    dos_inst.exe
  5. Durante il processo di installazione, scegliere la lingua ed indicare una cartella per l’installazione (per esempio, c:\ign). Terminata l’installazione, ci si troverà già nella cartella c:\ign.
  6. Avviare il gioco con il comando
    maindos.exe

DosBox Il Caro e Vecchio Dos Su Ubuntu

Introduzione

DOSBox è un emulatore del sistema DOS, utile per poter giocare con vecchi videogiochi.

Installazione

Installare il pacchetto DosBox dal componente universe dei repository ufficiali.

o dal terminale sudo apt-get installa dosbox

Configurazione

Allo scopo di automatizzare le procedure di caricamento della cartella contenente i giochi e del montaggio del lettore CD/DVD, è utile creare un file dosbox.conf da caricare all’avvio dell’applicazione.

Creare una cartella nascosta di nome .dosbox nella propria Home, dunque aprire una finestra di terminale e digitare il seguente comando, utile a creare un nuovo file .dosbox proprio all’interno della cartella appena creata:

nano ~/.dosbox/dosbox.conf

Inserire le seguenti righe all’interno del file appena creato:

[autoexec]
mount c ~/giochi

mount d /media/cdrom1 -t cdrom -usecd 0 -ioctl
Mentre la dicitura «~/giochi» va sostituita con il percorso nel quale sono contenute le immagini dei giochi, la dicitura «/media/cdrom1» va sostituita con il punto di mount del proprio lettore CD/DVD.

In questo modo, la cartella dei giochi viene identificata dalla lettera «C», mentre il lettore DVD/CD-ROM dalla lettera «D».

Infine, per avviare DOSBox con tali impostazioni, è sufficiente digitare il seguente comando:

dosbox -conf .dosbox/dosbox.conf

Ora sarà possibile accedere al lettore DVD/CD-ROM semplicemente indicando la lettera seguita dal carattere «:», come nel seguente esempio:

d:
È possibile creare più file di configurazione, anche uno per ogni singolo videogioco. Questo è possibile dato che DOSBox non legge automaticamente il file di configurazione, ma è necessario passarlo come argomento all’avvio.

Avviare l’emulatore

Per avviare DOSBox, aprire una finestra di terminale e digitare il seguente comando:

dosbox

Avviare un videogioco

Una volta avviato l’emulatore, è necessario accedere al disco principale. Digitare il seguente comando dalla riga di comando di DOSBox:

c:

Spostarsi all’interno della cartella contenente il gioco con il seguente comando, sostituendo la dicitura «[NOME_GIOCO]» con la cartella relativa al gioco che si desidera avviare:

cd [NOME_GIOCO]

Cercare l’eseguibile del gioco con estensione .EXE o .BAT, una volta trovato sarà sufficiente digitare il nome del file e premere «Invio».

Risoluzione dei problemi

Tastiera italiana non riconosciuta

DOSBox non riconosce automaticamente la tastiera in uso, tuttavia è possibile attivare la tastiera italiana digitando il seguente comando:

keyb it

Problemi generici con il mouse

DOSBox utilizza le librerie SDL e per evitare problemi nella gestione del mouse è utile avere l’accelerazione 3D abilitata.

Maya Alta Grafica Su Ubuntu

Introduzione

Ho deciso di creare questo “How To” per via delle numerose peripezie che ho dovuto affrontare per installare Maya 7 (funziona anche per le versioni precedenti), sulle distribuzioni basate su Debian, vedi Ubuntu, Kubuntu e Debian in generale. La versione di linux che ho utlizzato è stata la Ubuntu Breezy Badger 5.10.

La mini guida è orientata sia a quegli utenti che come me, non essendo esperti di Linux si trovano a dover risolvere problemi legati alle distribuzioni, sia a quegli utenti che trovano problemi vari durante l’installazione del pacchetto Alias, ora Autodesk.

Vi assicuro che anche dopo aver installato il tutto, aver testato e controllato che Maya partisse, mi sono ritrovato con altri problemi relativi ad alcuni passaggi fatti male in precedenza durante l’installazione/conversione.

La guida include anche la spiegazione su come installare Maya su AMD64, utilizzando alcune librerie i386 (incluse nella guida).

Conversione dei pacchetti

Il primo problema che incontrerete è il seguente: gli RPM non funzionano su queste distribuzioni.
Dovete convertire il tutto in formato deb. Per farlo è necessario usare un programma chiamato alien, liberamente scarcabile.
Copiate Maya dal CD della Alias in una cartella temporanea. Aprite un terminale e accedete alla cartella in modalità root oppure attraverso il comando sudo.

Lista dei comandi da usare

sudo apt-get install alien
sudo alien -c -d -k *.rpm

Con «*.rpm» convertirete tutti i file rpm presenti nella cartella, mentre le opzioni che ho usato servono a questo:

  • -d: converte in formato deb
  • -c: include gli script nel pacchetto convertito (importante)
  • -k: non cambia la versione del pacchetto generato

Note

  • Per chi avesse come me sistemi misti AMD64 e Pentium 4 (rispettivamente x86_64 e i386), la conversione deve essere fatta su un computer basato su Pentium 4, questo per via delle librerire incompatibili con la versione x86_64. Comunque non è un problema, il pacchetto .deb risultante potrà essere tranquillamente installato anche su AMD64.
  • È importante l’opzione «-c», senza questa infatti, Maya funzionerà “quasi” perfettamente. Quando farete dei render in Mental Ray verranno fuori degli errori tipo: «Error: (mental ray) : failed to load library /usr/aw/maya7.0//mentalray/lib/mayahari.so (original name {MAYABASE}/lib/mayahari.{DSO}: /usr/aw/maya7.0//mentalray/lib/mayahari.so: undefined symbol: mi_db_access». Ci sono anche altri errori sempre dello stesso tipo, ma relativi ai file subsurface.so e mayabase.so, si risolve tutto inserendo l’opzione -c durante la conversione dei file RPM.

Installazione

Per quanto riguarda l’installazione ci sono vari accorgimenti da prendere in considerazione prima di lancire il comando dpkg per installare i .deb:

  • installare gcc-4.0 e csh
  • creare un link simbolico della cartella /usr/aw in /aw
  • creare la cartella /usr/tmp e renderla accessibile a tutti (importante)

Lista dei comandi da usare

sudo apt-get install gcc-4.0 csh
sudo ln -s /usr/aw /aw
sudo mkdir /usr/tmp
sudo chgrp users /usr/tmp
sudo chmod 777 /usr/tmp

i386

Per installare i pacchetti in un sistema i386 digitare

sudo dpkg -i awcommon_9.5-1_i386.deb
sudo dpkg -i maya7-0_7.0-374_i386.deb

AMD64

Per installare i pacchetti in un sistema x86_64 (amd64) digitare

sudo dpkg -i --force-architecture awcommon_9.5-1_i386.deb
sudo dpkg -i --force-architecture maya7-0_7.0-374_i386.deb

Per l’architettura AMD64 avrete bisogno di alcune librerie i386

libXp.so.6 libuuid.so.1 libfam.so.0

NON SOVRASCRIVETE LE LIBRERIE DI SISTEMA o al successivo riavvio rischiate che Linux non parta più… a me (ingenuo) è successo sovrascrivendo la librerira libuuid.so.1, ho dovuto fare il boot da un livecd e copiare via floppy la vecchia libreria x86_64 scaricata da un altro computer. Le suddette librerie dovrete copiarle nella cartella /usr/aw/mayaX.X/lib, dove «X.X» è la vostra versione di Maya. Allego un file .gz dove trovate le librerie i386 impacchettate. Spero di non violare qualche legge GNU distribuendo solo le librerie.

Carica nuovo allegato “lib_i386_Maya_on_AMD64.tar.gz”

Se fossero richieste altre librerie, potete cercare e scaricare i pacchetti .deb da questo indirizzo Ubuntu packages.
NON INSTALLATE I .DEB DI LIBRERIE 386, per estrarre i file dagli archivi .deb potete utilizzare il semplice gestore archivi di Ubutnu, o altrimenti potete estrarre i file attraverso il comando

sudo dpkg --extract nomeFile

Una volta estratti i file, le librerie andranno copiate nella cartella /usr/aw/maya7.0/lib.

Note

  • I nomi dei file .deb potrebbero essere diversi, controllateli
  • SOLO PER x64 – Potrebbero essere richieste alcune librerie in più rispetto a quelle indicate nella guida, se così fosse è sufficiente aggiugerle con il comando
    apt-get install nomelib
    
  • È importante assegnare 777 alla cartella tmp oppure Mental Ray uscirà inaspettatamente durante l’avvio dei render, senza viusalizzare né messaggi né altro.

Licenza

A questo punto non resta che installare la lincenza del programma. Copiare il file aw.dat fornito dalla Alias nella cartella /var/flexlm. Nel caso la licenza sia pervenuta via email o altro supporto, bisogna creare un nuovo file e copiare al suo interno la licenza.

sudo gedit /var/flexlm/aw.dat
     copiare i dati relativi alla licenza
     salvare e uscire
sudo chown root:users /var/flexlm/aw.dat
sudo chmod 644 /var/flexlm/aw.dat

Versioni Ubuntu Testate

Ecco le versioni di linux su cui è stato testato il tutorial

  • Ubuntu v5.10 “Breezy Badger”
  • Ubuntu v6.06 LTS “Dapper Drake”
  • Xubuntu v6.06 LTS “Dapper Drake”
  • Ubuntu v6.10 “Edgy Eft”

XnView Archivio Di Foto Ubuntu

Introduzione

XnView è un clone di Irfanview, probabilmente il più famoso e popolare visualizzatore di immagini completamente gratuito per Windows.

XnView consente anche di convertire i file in diversi formati (il programma supporta più di 400 formati differenti ed effettua l’esportazione in 50 formati).

Download del programma

Scaricare e scompattare nella propria Home il pacchetto presente a questo indirizzo.

Installazione

Per installare il prorgramma è sufficiente lanciare l’autoinstallante, digitando il seguente comando in una finestra di terminale:

cd ~/XnView-1.70-x86-unknown-linux2.x-static-fc4
chmod +x install
sudo ./install

Avvio del programma

Per avviare il programma è sufficiente aprire una finestra di terminale e lanciare il seguente comando:

xnview

Medusa4 La Grafica Su Ubuntu

Introduzione

Medusa4 è un CAD3D parametrico che consente di disegnare viste e solidi 3D partendo dalle viste in proiezione ortogonale:

http://www.cad-schroer.it
Non è un programma open source ma viene distribuito con una licenza gratuita per uso personale, rinnovabile a scadenze di 6 mesi.
E’ ottimizzato per Red Hat e KDE ma funziona anche con Ubuntu e Gnome, meglio con Ubuntu e KDE…

Reperire Medusa4

E’ possibile scaricare il pacchetto direttamente dal sito di riferimento, alcuni utenti hanno incontrato qualche problema scaricandolo tramite browser, perciò consiglio di usare il comando wget come spiegato di seguito.
Per ottenere il file di licenza, sarà necessario compilare il modulo di registrazione ed attendere che ci venga inviata l’e-mail di conferma.

Scaricare il file di medusa nella propria home

wget http://download.cad-schroer.com/software/medusa_4_210_personal_linux.tar.gz

Richiedere il file di licenza per uso personale

Come già scritto, la licenza viene inviata via e-mail all’atto della registrazione,
http://www.cad-schroer.it/index.php?land=it&ziel=Products-M4Personal&scr=1.1
è molto importante indicare una e-mail valida e l’esatto MacAddress ottenibile lanciando da terminale il comando

ifconfig

e copiando il codice alfanumerico che segue la voce “Hwaddr”.

Installare i pacchetti necessari

Dopo avere attivato tutti i repository standard (vedi guida a Synaptic), apri un terminale e lancia

sudo apt-get update
sudo apt-get install build-essential
sudo apt-get install csh
sudo apt-get install libstdc++5

Scompattare Medusa4 nella home

Apri un terminale e dai il seguente comando:

tar -zxvf ~/medusa_4_210_personal_linux.tar.gz

Troverai nella home una nuova cartella contenente i file scompattati di Medusa4.

Preparare la cartella per l’installazione

Apri un terminale e avvia Nautilus come root:

sudo nautilus

Poi crea la seguente cartella:

/opt/medusa4_personal_210

e assegna i permessi di proprietario all’utente (tasto dx, proprietà, permessi, proprietario…), copia nella cartella appena creata (/opt/medusa4_personal_210) il file di licenza che hai ricevuto via e-mail alcuni minuti dopo la registrazione (nomefile.lic)

Avviare l’installer automatico

Con Nautilus, entra nella cartella

~/medusa_4_210_personal_linux

e fari doppio click sul file di installazione (sh) “medusa4_pers_linux”, poi segui le indicazioni dell’installer fino ad installazione ultimata; ad un certo punto, verrà chiesto se si dispone di un browser e da quale file avviarlo per l’help on-line, il file è questo

/usr/bin/firefox

Avviare Medusa4

Per lanciare l’applicazione, fai doppio click sul file:

/opt/medusa4_personal_210/master_project/startmedusa

Ovviamente converrà creare un’icona di avvio sfruttando ApplicationsMenuEditor, frugando un po’ tra i file di Medusa4, troverai anche qualche icona da usare per questo scopo.

Problemi noti

Medusa4 è stato ottimizzato per RedHat e KDE, quindi è lecito attendersi che funzioni meglio su questa distribuzione o sue derivate.
In molti casi, installando il programma in Ubuntu-Gnome si incontra un problema nel ridimensionamento della finestra del programma che tende ad uscire dai limiti dello schermo, la soluzione più rapida è installare anche KDE, in questo modo, il programma funzionerà correttamente sia sotto Gnome che sotto KDE. In questi giorni ho installato Medusa4 in Ubuntu 6.06.1 con Gnome 2.14.3 e l’interfaccia sembra funzionare correttamente.

Medusa4 3.0.1.1

Questa versione ha un piccolo problema con alcune librerie che non ne consentono l’avvio restituendo il seguente errore:
/opt/medusa4_pers_v3_0/med2d/m2d/run/draft: symbol lookup error: /usr/lib/libXft.so.2: undefined symbol: FT_Library_SetLcdFilter

La soluzione è molto semplice e consiste nel cancellare o rinominare i seguenti file:

libfreetype.so
libfreetype.so.6
libfreetype.so.6.3.10

li troverete nella dir:

/opt/medusa4_pers_v3_0/medsys/med/share

dove /opt/medusa4_pers_v3_0/ è la dir di installazione del programma.

Risorse utili

Videotutorials:
http://www.cad-schroer.com/index.php?screen=1.3&ziel=Training-Tutorials&land=com

Medusa Forum:
http://forum.medusa4.com/YaBB.pl

Warcraft III Per Ubuntu

  • Warcraft III è un gioco fantasy strategico che può essere giocato come giocatore singolo e in modalità multigiocatore. Questo gioco, nativo per Windows, può essere facilmente emulato con Wine.
  • Il gioco, installato con questa guida, ha funzionato senza creare problemi per ore, anche in modalità multigiocatore (anche in reti miste Windows-GNU/Linux non ha dato nessun problema di compatibilità!)

Installare e configurare Wine

  1. Installare Wine seguendo la guida.
  2. Avviare da Sistema -> Preferenze il tool di configurazione di Wine e nel campo «Windows» settare «‘Windows XP». Nel caso il tool non si trovi dove ho descritto è possibile trovarlo in Applicazioni -> Wine -> Configure Wine o digitando da terminale il comando
    winecff

Installazione da CD

Questa procedura può essere eseguita solo se si è in possesso dei CD originali del gioco, altrimenti è illegale!


  1. Inserire il CD originale di Warcraft III nel lettore e da terminale lanciare il comando seguente per far partire l’installazione. Lasciare la cartella di destinazione standard e procedere con l’installazione.
  2. wine /media/cdrom0/install.exe
    
  3. Terminata l’installazione, occorre scaricare un Crack No-Cd dalla rete e sostituire gli eseguibili originali con quelli scaricati. Per sostituirli aprire la cartella “Home” (in Visualizza spuntare la casella Mostra i file nascosti) ed entrate nella cartella .wine.
  4. A questo punto entrare in drive_c -> Programmi -> Warcraft III ed effettuare la sostituzione dei file.
  5. Prima di chiudere la cartella Warcraft III, rinominare la cartella Movies (che si trova al suo interno) in Moviez, questo perchè wine NON può far partire i video, e cambiando nome alla directory, verranno saltati.

Avvio

Si potrà lanciare il gioco con il seguente comando da terminale

wine "c:\Programmi\Warcraft III\Warcraft III.exe" -opengl

Dominions2 Gioco Di Strategia Per Ubuntu

  • Dominons 2: The Ascension Wars è un gioco di strategia con un tema fantasy. Costruisci il tuo dio, scegliendo la sua forma fisica, le abilità magiche e come il suo dominio si esprime sul mondo, e prendi il potere. Solo un dio prevarrà: occorrerà assicurarsi che il dominio di nessun altro dio all’infuori di te sia presente nelle tue terre.
  • Usa le tue spie, i tuoi assassini, preti o maghi per prendere le nazioni sotto il tuo controllo. Costruisci le tue mappe o costruisci nuove nazioni con soldati, armi, magie e molto di più…
  • Possono partecipare sino a 17 giocatori contemporaneamente (supportate connessioni hotseat, PbEM, TCP/IP);
  • Più di 1000 differenti unità; 500 maledizioni, 300 oggetti magici; 100 differenti abilità per le unità.
  • I più famosi eroi del mondo garantiranno abilità eroiche che cresceranno con la loro fama.
  • I soldati mercenari vengono comprati all’apposito mercato; tutti possono fare un’offerta, ma solo uno li comprerà.
  • Costruisci fortezze per proteggere la tua terra dalle intrusioni; le fortezze possono essere presidiate prima che subiscano un attacco.
  • Il gioco prevede enormi battaglie su campi che conterranno centinaia di unità.
  • Rispetto a Dominions I, oltre all’interfaccia grafica migliorata, c’è la possibilità ordinare delle maledizioni, per creare oggetti magici o mostri meccanici.

Installazione

Questa guida illustra l’installazione della versione Demo; la versione completa è acquistabile sul sito ufficiale.

Scaricare il file di installazione da questo link; in terminale, recarsi nella cartella in cui si è scaricato il file e dare il comando:

sh dominions3demo_installer.run