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	<title>Profanatore.com &#187; Sicurezza</title>
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	<description>Blog che tratta di Geek</description>
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			<item>
		<title>GnuPg come creare una chiave GPG</title>
		<link>http://www.profanatore.com/gnupg-come-creare-una-chiave-gpg-2/</link>
		<comments>http://www.profanatore.com/gnupg-come-creare-una-chiave-gpg-2/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 20:44:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guide Geek]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[chiave GPG]]></category>
		<category><![CDATA[crittografia Ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[GnuPg]]></category>

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		<description><![CDATA[Introduzione
In questa pagina viene presentato GnuPg, il sistema di crittografia  predefinito di Ubuntu. Oltre al comando gpg verrà  illustrato l&#8217;uso delle più comuni interfacce grafiche.







GnuPG utilizza la crittografia a chiave pubblica per  permettere a  coloro che lo utilizzano di comunicare in sicurezza. In un  sistema a  chiave pubblica ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 id="head-6f685ff43613ee6f395b9e4105dffd8d55512fa2">Introduzione</h1>
<p>In questa pagina viene presentato <strong>GnuPg</strong>, il sistema di crittografia  predefinito di Ubuntu. Oltre al comando <strong>gpg</strong> verrà  illustrato l&#8217;uso delle più comuni interfacce grafiche.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="../wp-content/uploads/2010/03/gnupg.png"><img class="aligncenter" title="gnupg" src="../wp-content/uploads/2010/03/gnupg-229x300.png" alt="" width="229" height="300" /></a></p>
<ul>
<li>
<div>
<table>
<tbody>
<tr>
<td><em>GnuPG utilizza la crittografia a chiave pubblica per  permettere a  coloro che lo utilizzano di comunicare in sicurezza. In un  sistema a  chiave pubblica ogni utente ha una coppia di chiavi  consistenti in una  chiave privata e una chiave pubblica. La chiave  privata di una persona  viene tenuta segreta; non deve mai essere  rivelata. La chiave pubblica  può <a href="../category/ubuntu/">essere </a>data a tutti coloro con i quali  l&#8217;utente vuole comunicare.</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</li>
</ul>
<div>
<table>
<tbody>
<tr>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<h1 id="head-ff2d3934f4bd7767cb587fb7e939a550ee08ff28">Interfacce  grafiche</h1>
<p>Esistono diversi programmi che  forniscono un&#8217;interfaccia grafica al sottosistema <strong>gpg</strong>.  Di seguito ne vengono descritte alcuni di essi.</p>
<p>I programmi seguenti, possono essere utilizzati per  generare le chiavi GPG.</p>
<h2 id="head-66abcd289195cf3900d5aa7dfc0cf29da9d9e368">Seahorse</h2>
<p><strong>Seahorse</strong> è lo  strumento di gestione delle chiavi predefinito di Ubuntu.</p>
<p>Il  programma, nelle ultime versioni di Ubuntu, è  installato  automaticamente. Nel caso in cui non sia presente, installare il  pacchetto <em>seahorse</em>.</p>
<h2 id="head-b022c419d1e1560d76f33c2b55724b6df20807a1">Kgpg</h2>
<p>L&#8217;applicazione <strong>kgpg</strong> è un&#8217;interfaccia per <strong>KDE</strong>, utile agli utenti di <strong>Kubuntu</strong>.</p>
<p>Per installare il programma è  sufficiente installare il pacchetto <em>kgpg</em>.</p>
<h1 id="head-8c94b4dc655ef80d0c3790c20c859aed70131358">Generare una  chiave</h1>
<h2 id="head-0265977ee17402718eeecfa31bf7dad09f4b59c0">Dalla riga di  comando</h2>
<ol type="0">
<li>Aprire un  terminale e <a href="../category/distribuzioni-linux/">digitare</a>:
<pre>gpg --gen-key</pre>
</li>
<li>Apparirà una schermata  di selezione con le seguenti opzioni:
<pre>Please select what kind of key you want:
   (1) DSA and Elgamal (default)
   (2) DSA (sign only)
   (5) RSA (sign only)</pre>
<p>La scelta predefinita,  «(1)», è la migliore, in quanto le altre non possono essere utilizzate  per cifrare.</li>
<li>Verrà chiesto di scegliere una dimensione per la chiave:
<pre>What keysize do you want? (2048)</pre>
<p>È consigliato lasciare  l&#8217;impostazione predefinita.</li>
<li>Verrà chiesto di impostare una data di scadenza:
<pre>Key is valid for? (0)</pre>
<p>Molte  persone creano le proprie chiavi senza scadenza. Se si  effettua tale  scelta bisogna ricordarsi di revocare la chiave quando  non la si usa  più. Premere «<strong>Y</strong>» per continuare con il processo di  configurazione.</li>
<li>Il passaggio successivo riguarda la creazione  dell&#8217;identificativo:
<pre>You need a user ID to identify your key; the software constructs the user ID
from the Real Name, Comment and Email Address in this form:
    "Heinrich Heine (Der Dichter) &lt;heinrichh@duesseldorf.de&gt;"

Real name: Dennis Kaarsemaker
Email address: dennis@kaarsemaker.net
Comment: Tutorial key
You selected this USER-ID:
    "Dennis Kaarsemaker (Tutorial key) &lt;dennis@kaarsemaker.net&gt;"</pre>
</li>
</ol>
<div>
<table>
<tbody>
<tr>
<td></td>
<td><em>Successivamente  sarà possibile aggiungere ulteriori indirizzi email alla propria firma.</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<ol type="0">
<li>Una volta verificata la correttezza delle informazioni  inserite, premere «<strong>O</strong>» per generare la chiave. Verrà  chiesto di inserire una <em>passphrase</em>:
<pre>You need a Passphrase to protect your secret key.</pre>
<p>L&#8217;ideale sarebbe scegliere una breve frase difficile da indovinare. A  differenza di una <em>password</em>, una <em>passphrase</em> può  contenere anche degli spazi bianchi.</li>
</ol>
<div>
<table>
<tbody>
<tr>
<td></td>
<td><strong>Dimenticare  la propria passphrase comporta la perdita della chiave.</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<ol type="0">
<li>Una  volta inserita la <em>passphrase</em> verrà avviato il processo  di  creazione della chiave . Seguire le istruzioni a video finché non si   raggiunge una schermata simile alla seguente:
<pre>gpg: key D8FC66D2 marked as ultimately trusted
public and secret key created and signed.

pub   1024D/D8FC66D2 2005-09-08
      Key fingerprint = 95BD 8377 2644 DD4F 28B5  2C37 0F6E 4CA6 D8FC 66D2
uid                  Dennis Kaarsemaker (Tutorial key) &lt;dennis@kaarsemaker.net&gt;
sub   2048g/389AA63E 2005-09-08</pre>
<p>L&#8217;ID  della chiave nell&#8217;esempio è «<strong>D8FC66D2</strong>».</li>
<li>È buona norma configurare questa chiave  come la chiave predefinita all&#8217;interno del file <tt>~/.bashrc</tt>,  in modo tale da specificare come automatico l&#8217;utilizzo di essa con le  altre applicazioni che fanno uso del sistema <strong>GnuPg</strong>. Per fare ciò basta inserire nel file <tt>~/.bashrc</tt> la riga:
<pre>export GPGKEY=D8FC66D2</pre>
<p>La  dicitura «<strong>D8FC66D2</strong>» va sostituita con il proprio ID.</li>
<li>Ora è necessario  riavviare il servizio per la cifratura. A seconda  del sistema in uso  potrebbe essere necessario terminare uno dei due  seguenti processi:
<ul>
<li><strong>gpg-agent</strong>:
<pre>killall -q gpg-agent
eval $(gpg-agent --daemon)</pre>
</li>
<li><strong>seahorse-agent</strong>:
<pre>killall -q seahorse-agent
eval $(seahorse-agent --daemon)</pre>
</li>
</ul>
</li>
<li>Infine,  eseguire questo comando:
<pre>source ~/.bashrc</pre>
</li>
</ol>
<h1 id="head-49b9bc5bcf2c9013c9a14507dc2bd4d8a92d058e">Certificato  di revoca</h1>
<p>Un  certificato di revoca deve essere generato per  consentire la revoca  della propria chiave pubblica nel caso in cui la  chiave privata sia  stata compromessa.</p>
<p>Per creare  un certificato di revoca, da terminale digitare:</p>
<pre>gpg --output revoke.asc --gen-revoke &lt;KEY-ID&gt;</pre>
<div>
<table>
<tbody>
<tr>
<td></td>
<td><strong>Il  certificato deve essere stampato e conservato con cura.  Chiunque abbia  accesso al certificato di revoca può rendere la chiave  pubblica  inutilizzabile.</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<h1 id="head-0b387590cbe6035be6527a3886af1055245a7687">Caricare una  chiave</h1>
<p>Questa  sezione contiene le istruzioni per inviare la  propria chiave a un  server di chiavi in modo che tutti possano  scaricarla. Una volta  caricata su un server, dopo un breve periodo di  tempo, tutti gli altri  server di chiavi avranno la propria firma. È  possibile velocizzare  questo procedimento spedendo la propria chiave a  più server.</p>
<h2 id="head-850da579995a5c30523f3d7df12fe8ad08251ad3">Inviare un  chiave a un server con GnuPG</h2>
<p>In un terminale digitare:</p>
<pre>gpg --send-keys --keyserver keyserver.ubuntu.com &lt;KEY-ID&gt;</pre>
<h2 id="head-ae4e5240f82178c0471cb378f65e5ac654648b7c">Inviare una  chiave con un browser web</h2>
<ol type="0">
<li>Esportare la  propria chiave digitando il seguente comando:
<pre>gpg --export -a "Key-ID" &gt; public.key</pre>
<p>Verrà creato un file <tt>public.key</tt> contenente la  propria chiave pubblica.</li>
<li>Aprire una browser e andare al seguente indirizzo: <a href="http://pgp.mit.edu/">http://pgp.mit.edu</a></li>
<li>Incollare  il contenuto del file <tt>public.key</tt> nella  casella sotto la scritta «<strong>Submit a key</strong>», dunque fare  clic su «<strong>Submit this key to the keyserver!</strong>».</li>
</ol>
<h1 id="head-962b960b54e0d73cd5c6a06fef6e74bebd60eeb2">Firmare una  chiave</h1>
<p>Il sistema di firma delle chiavi di <strong>gpg</strong> consente di creare una rete di fiducia. Firmare la chiave di una   persona significa aver controllato l&#8217;identità di quest&#8217;ultima e essersi   assicurati che essa sia in pieno controllo della propria chiave  privata.  In questo modo si può creare una rete di individui che si <em>fidano</em> l&#8217;uno degli altri. Questa rete è definita come un <em>insieme  fortemente connesso</em>, ulteriori informazioni a riguardo si possono  trovare a <a href="http://www.cs.uu.nl/people/henkp/henkp/pgp/pathfinder/">questo</a> indirizzo.</p>
<p>Dato che   firmare una chiave significa aver controllato e verificato che una  certa  chiave pubblica appartenga a una tale persona che possiede la  relativa  chiave privata, è necessario seguire questi semplici  accorgimenti quando  si firma una chiave:</p>
<ol type="0">
<li>Il procedimento di firma di una chiave è  <strong>sempre</strong> svolto dopo aver incontrato tale persona.</li>
<li>Durante  l&#8217;incontro è necessario scambiarsi i <em>fingerprint</em> delle  rispettive chiavi e almeno un documento identificativo (con una  fotografia all&#8217;interno). Tali <em>fingerprint</em> vengono solitamente  distribuiti su dei foglietti, creati da degli script come <strong>gpg-key2ps</strong> (pacchetto <em>signing-party</em>).</li>
<li>Controllare  che il nome nella chiave corrisponda con quello del documento  identificativo.</li>
<li>Dopo questi controlli accertarsi che la persona sia  veramente in  possesso della chiave privata. Per fare ciò basta rispedire  a lei/lui  la sua chiave pubblica firmata e criptata con la rispettiva  chiave  pubblica. Il programma <strong>caff</strong> facilita tale  procedimento. È necessario creare un file <tt>.caffrc</tt> nella propria cartella <strong>Home</strong> con i seguenti valori  all&#8217;interno:
<pre>$CONFIG{owner} = q{Nome e cognome};
$CONFIG{email} = q{L'indirizzo email della chiave};
$CONFIG{keyid} = [ qw{Gli ultimi 16 caratteri del fingerprint della chiave} ];</pre>
<p>Ora  basta eseguire il seguente comando, sostituendo la dicitura   «id_della_chiave» con l&#8217;ID della chiave che si vuole verificare e   firmare:</p>
<pre>caff id_della_chiave</pre>
</li>
<li>Quando  si ricevono chiavi firmate, si ricevono come allegati: salvarli e  importarli con <strong>gpg</strong>. Ora è possibile inviare queste  chiavi ad un server delle chiavi.</li>
</ol>
<h1 id="head-37d776e6d11c2cc96a336b94714ab7f3c4657e31">Firmare i  dati</h1>
<p>La firma dei dati è utile per  verificare l&#8217;identità del mittente.</p>
<h2 id="head-98faea458afee6a39d4598e345c4d563edd31fbe">Firma del  Codice di condotta di Ubuntu</h2>
<p>Prima di firmare il «<strong>Codice  di condotta</strong>» di Ubuntu è necessario aggiornare il proprio  account inserendovi, fra le varie informazioni, la chiave <strong>gpg</strong> che si desidera utilizzare per tale operazione.</p>
<h3 id="head-cb53ae7b76da1be64bc817b9c5fb2f4b03752447">Caricare la  chiave in Launchpad</h3>
<ol type="0">
<li>Eseguire  l&#8217;accesso in <a href="https://launchpad.net/">Launchpad</a>.</li>
<li>Fare clic sul proprio nome in alto a destra e poi su «<strong>Edit  OpenPGP keys</strong>».</li>
<li>Copiare il <em>fingerprint</em> della propria chiave  all&#8217;interno della casella di testo «<strong>Key Fingerprint</strong>».</li>
<li>Launchpad  spedirà, all&#8217;indirizzo specificato, un&#8217;email contenente  del testo  cifrato con la nuova chiave. Per procedere con l&#8217;operazione  di <em>decifratura</em> è sufficiente salvare il testo in un file all&#8217;interno della propria <strong>Home</strong>,  aprire una finestra di terminale e digitare il seguente comando:
<pre>gpg --decrypt file.txt</pre>
</li>
<li>Una volta inserita la <em>passphrase</em> comparirà in chiaro il testo  del messaggio, il quale conterrà un  collegamento da inserire nella  barra degli indirizzi del proprio browser  per convalidare la chiave.</li>
</ol>
<h3 id="head-3935df8edc72effa991596f940bf4cd3cf056afc">Firmare il  Codice di condotta</h3>
<p>Per firmare il «<strong>Codice  di condotta</strong>» di Ubuntu bastano tre semplici passi:</p>
<ol type="0">
<li>Scaricare il «<strong>Codice di condotta</strong>» da  questo indirizzo : <a href="https://launchpad.net/codeofconduct/1.0.1">https://launchpad.net/codeofconduct/1.0.1</a></li>
<li>Digitare il seguente comando:
<pre>gpg --clearsign UbuntuCodeofConduct-1.0.1.txt</pre>
</li>
<li>Copiare  il contenuto del file appena creato <tt>UbuntuCodeofConduct-1.0.1.txt.asc</tt> nel relativo campo presente a <a href="https://launchpad.net/codeofconduct/1.0.1/+sign">questo</a> indirizzo.</li>
</ol>
<h2 id="head-764ec5ace94839e2e65fd0baaa78ec9fb9f781d7">Firmare e  cifrare email</h2>
<p>Questa sezione vi aiuterà a  configurare <strong>Evolution</strong> e <strong>Thunderbird</strong> per firmare e criptare email.</p>
<h3 id="head-ed397993b6e2af53d075f1fc7c87d53b88c61575">Evolution</h3>
<ul>
<li>Aprire <strong>Evolution</strong> e fare clic su <em><strong>Modifica -&gt; Preferenze</strong></em></li>
<li>Scegliere  il proprio account email e poi fare clic su «<strong>Modifica</strong>»</li>
<li>Fare clic sulla linguetta «<strong>Sicurezza</strong>»</li>
<li>Nella  casella di testo «<strong>ID della chiave PGP/GPG</strong>» copiare il  vostro <tt>KEY-ID</tt></li>
<li>Fare clic su «<strong>OK</strong>»  e poi «<strong>Chiudi</strong>»</li>
</ul>
<p>Se  si desidera utilizzare la chiave in ogni nuova mail, fare clic sul menù  «<strong>Sicurezza</strong>» in un nuovo messaggio e poi su «<strong>Firma  PGP</strong>».</p>
<h3 id="head-10acf395b3e5549d6b191495a324a830a09cdd4f">Mozilla  Thunderbird</h3>
<ul>
<li>Installare il plugin <strong>Enigmail</strong> installando il pacchetto <em>mozilla-thunderbird-enigmail</em>.<br />
In alternativa è possibile scaricare il plugin da <a href="http://enigmail.mozdev.org/">mozdev</a> per poi installarlo  manualmente.</li>
<li>Configurare <strong>gpg</strong> in <strong>Thunderbird</strong> scegliendo <em><strong>OpenPGP -&gt; Preferences</strong></em><strong> </strong> e nella casella di testo «<strong>GnuPG executable path</strong>»  aggiungere <tt>/usr/bin/gpg</tt>.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nascondi Documenti: nascondere i documenti più importanti da sguardi indiscreti</title>
		<link>http://www.profanatore.com/nascondi-documenti-nascondere-i-documenti-piu-importanti-da-sguardi-indiscreti-2/</link>
		<comments>http://www.profanatore.com/nascondi-documenti-nascondere-i-documenti-piu-importanti-da-sguardi-indiscreti-2/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 13:06:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[AppStore]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
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		<category><![CDATA[nascondere i documenti importanti]]></category>
		<category><![CDATA[nascondi documenti]]></category>

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		<description><![CDATA[
Disponibile in AppStore una nuova applicazione molto interessante. Sto parlando di Nascondi Documenti, la quale ci permetterà di visualizzare dei documenti e di nasconderli proteggendoli da sguardi indiscreti.
L&#8217;applicazione ci permetterà di visualizzare dei documenti caricati sul dispositivo da casa, per poi nascondere il documento che si sta guardando mostrando al suo posto un orologio digitale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="../wp-content/uploads/2010/03/image44.jpg"><img class="aligncenter" title="nascondi-documenti" src="../wp-content/uploads/2010/03/image44.jpg" alt="" width="539" height="264" /></a></p>
<p>Disponibile in <a href="../category/apple/appstore-apple/"><strong>AppStore</strong></a> una nuova applicazione molto interessante. Sto parlando di <strong>Nascondi Documenti</strong>, la quale ci permetterà di visualizzare dei documenti e di <strong>nasconderli</strong> proteggendoli da sguardi indiscreti.</p>
<p>L&#8217;applicazione ci permetterà di visualizzare dei documenti caricati sul dispositivo da casa, per poi <strong>nascondere il documento</strong> che si sta guardando mostrando al suo posto un <strong>orologio digitale. </strong><br />
Questa applicazione infatti mira principalmente ad aiutare tutte quelle  persone che hanno la necessità di consultare dei documenti in pubblico,  senza che però gli altri abbiano la possibilità di sbirciare.<br />
Ecco di seguito le principali caratteristiche dell&#8217;applicazione:</p>
<ul>
<li> Carica i documenti nell’iPhone/iPod Touch con la connessione wireless e un browser;</li>
<li> Visualizza i documenti all’interno del dispositivo mobile;</li>
<li> Supporto ai seguenti file: <strong>png, tiff, pdf, txt, jpeg, jpg, doc, docx, htm, html, xls, xlsx, ppt, pptx</strong>;</li>
<li> Elegante orologio digitale;</li>
<li> Nascondi il documento con un tocco;</li>
<li> Nascondi il documento con uno scossone o un piccolo movimento, scegli tu;</li>
<li> Mostra di nuovo il documento dopo averlo nascosto con un semplice trascinamento (da in basso a sinistra ad in basso a destra);</li>
<li> Abilita o disabilita il server a piacimento.</li>
</ul>
<p><strong>Nascondi Documenti</strong> è disponibile in <strong>AppStore</strong> ed è compatibile con iPhone ed iPod Touch. Per chi fosse interessato all&#8217;acquisto, l&#8217;applicazione ha un costo di <strong><a href="http://itunes.apple.com/it/app/nascondi-documenti/id362019113?mt=8">0,79€</a></strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cryptkeeper: creare una cartella criptata per i propri dati</title>
		<link>http://www.profanatore.com/cryptkeeper-creare-una-cartella-criptata-per-i-propri-dati-2/</link>
		<comments>http://www.profanatore.com/cryptkeeper-creare-una-cartella-criptata-per-i-propri-dati-2/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 09:56:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[programmi]]></category>
		<category><![CDATA[cartella criptata]]></category>
		<category><![CDATA[Cryptkeeper]]></category>
		<category><![CDATA[proteggere i propri dati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.profanatore.com/?p=6888</guid>
		<description><![CDATA[Introduzione
In questa guida sono presenti  delle istruzioni utili all&#8217;installazione e all&#8217;utilizzo di Cryptkeeper,  un programma semplice e intuitivo per criptare con password le proprie  cartelle.

Installazione
Installare i pacchetti encfs e cryptkeeper presenti nel componente universe dei repository ufficiali.
Utilizzo
Creazione  della cartella criptata

Avviare cryptkeeper da Applicazioni -&#62; Strumenti di sistema -&#62;  Cryptkeeper.
Fare clic [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 id="head-405e39a9d7f2ac0b3611dffea9bac2c006f0abc0">Introduzione</h1>
<p>In questa guida sono presenti  delle istruzioni utili all&#8217;installazione e all&#8217;utilizzo di <a href="../category/ubuntu/"><strong>Cryptkeeper</strong></a>,  un programma semplice e intuitivo per criptare con password le proprie  cartelle.</p>
<p><a href="../wp-content/uploads/2010/03/cryptkeeper-2.png"><img title="cryptkeeper-2" src="../wp-content/uploads/2010/03/cryptkeeper-2-300x170.png" alt="" width="300" height="170" /></a></p>
<h1 id="head-073358418abc5b9f9782291d1680ab81d235c90c">Installazione</h1>
<p><a href="http://wiki.ubuntu-it.org/AmministrazioneSistema/InstallareProgrammi">Installare</a> i pacchetti <a href="apt://encfs">encfs</a> e <a href="apt://cryptkeeper">cryptkeeper</a> presenti nel componente <strong>universe</strong> dei repository ufficiali.</p>
<h1 id="head-297a3fbed514bf3f02e076973861802e0e32c8e9">Utilizzo</h1>
<h2 id="head-26b3b6d9fb9242697cae5b59cbd93910ff592884">Creazione  della cartella criptata</h2>
<ol type="0">
<li>Avviare <strong>cryptkeeper</strong> da <em><strong>Applicazioni -&gt; Strumenti di sistema -&gt;  Cryptkeeper</strong></em>.</li>
<li>Fare clic sull&#8217;icona presente nel pannello e  selezionare <strong>New encrypted folder</strong>.</li>
<li>Scegliere la  posizione desiderata per la cartella e fare clic su <strong>Forward</strong>.</li>
<li>Verrà chiesto  l&#8217;inserimento di una password&#8230;</li>
<li>Infine fare clic su <strong>Forward</strong> e poi su <strong>OK</strong>&#8230;</li>
</ol>
<h2 id="head-c92c92c83b80b04691381c7d52453365cdddde81">Utilizzo  della cartella criptata</h2>
<p>Fare clic sull&#8217;icona <a href="../category/distribuzioni-linux/">presente </a>nel   pannello, in cui è presente l&#8217;elenco delle cartelle criptate con i   percorsi e un segno di spunta a sinistra per montare o smontare le   cartelle.</p>
<h2 id="head-bd29e3daa0e535955cce077d051af6f2c0a828f1">Rimuovere la  password e/o la cartella</h2>
<p>Fare clic sull&#8217;icona nel pannello  e infine fare clic con il tasto destro del mouse sulla cartella  desiderata.</p>
<p>Le opzioni  presenti sono:</p>
<ul>
<li><strong>Information</strong>: mostra informazioni sulla  cartella criptata.</li>
<li><strong>Change password</strong>: permette di  modificare la password per la cartella criptata.</li>
<li><strong>Delete  encrypted folder</strong>: permette di eliminare la cartella criptata.</li>
</ul>
<p>Scegliere l&#8217;opzione desiderata.</p>
<p>Spero di essere stato utile</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Bloccare Touchpad con Touchfreeze</title>
		<link>http://www.profanatore.com/bloccare-touchpad-con-touchfreeze-2/</link>
		<comments>http://www.profanatore.com/bloccare-touchpad-con-touchfreeze-2/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 21:55:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Tips / Tricks]]></category>
		<category><![CDATA[programmi]]></category>
		<category><![CDATA[bloccare il touchpad]]></category>
		<category><![CDATA[Touchfreeze]]></category>
		<category><![CDATA[touchpad]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il computer viene spesso utilizzato per lavoro e chi scrive spesso si  ritrova a digitare le parole ad una velocità cosi elevata, ma quando si  utilizza il computer portatile questo a volte non è possibile  soprattutto se si usa un netbook che rende la digitazione veloce praticamente impossibile.
Gli ostacoli che possiamo incontrare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="../wp-content/uploads/2010/03/touchfreeze.jpg"><img class="aligncenter" title="touch freeze" src="../wp-content/uploads/2010/03/touchfreeze-300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" /></a></p>
<p>Il computer viene spesso utilizzato per lavoro e chi scrive spesso si  ritrova a digitare le parole ad una velocità cosi elevata, ma quando si  utilizza il computer portatile questo a volte non è possibile  soprattutto se si usa un <a href="../sony-vaio-m-finalmente-svelato-il-nuovo-netbook-segreto/">netbook</a> che rende la digitazione veloce praticamente impossibile.</p>
<p>Gli ostacoli che possiamo incontrare utilizzando il portatile, al di  la della durata della batteria, è il touchpad, questa tavoletta avvolte è  più fastidiosa che utile, soprattutto durante la scrittura dei testi.  Per fretta può capitare di toccare il touchpad e di muovere il cursore  proprio nel momento sbagliato, per evitare problemi di questo tipo  possiamo utilizzare<strong> <a href="http://code.google.com/p/touchfreeze/">Touchfreeze.</a></strong></p>
<p>Un<strong> <a href="../disegnare-online-con-lavagna-interattiva/">programma </a>gratuito</strong><a href="http:///"> </a>che una volta attivato permetterà di<strong> disattivare il touchpad escludendo ogni possibile errore durante la battitura del testo. </strong>Tutte  le funzioni del touchpad saranno bloccate durante la digitazione del  testo e quindi scrivere velocemente non sarà più un problema.</p>
<p>Questa utility sarà molto utile per tutti i web writer e blogger che  per lavoro o passione ogni giorno scrivono tantissimi articoli su pc  portatili. Touchfreeze entrerà a far parte dei vostri programmi  preferiti</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Venti falle di sicurezza in Mac OS X</title>
		<link>http://www.profanatore.com/venti-falle-di-sicurezza-in-mac-os-x-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 16:05:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mac]]></category>
		<category><![CDATA[Os]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[falle di sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Mac OS X]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza mac os x]]></category>

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		<description><![CDATA[
La notizia della scarsa sicurezza del sistema operativo targato Apple  ci arriva da una leggenda vivente della sicurezza informatica: Charlie Miller.
Secondo il ricercatore, Mac OS X presenta una ventina di falle che permetterebbero attacchi pesanti da parte degli hacker: una volta  entrati nella macchina individuata come vittima, l&#8217;hacker potrebbe  praticamente fare di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="../wp-content/uploads/2010/03/macosx102.jpg"><img class="aligncenter" title="macosx102" src="../wp-content/uploads/2010/03/macosx102-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>La notizia della scarsa sicurezza del sistema operativo targato Apple  ci arriva da una leggenda vivente della sicurezza informatica: <strong>Charlie Miller</strong>.</p>
<p>Secondo il ricercatore, <a href="http://twitter.com/0xcharlie/status/10723604719" target="_blank">Mac OS X</a> presenta una <strong>ventina di falle</strong> che permetterebbero attacchi pesanti da parte degli hacker: una volta  entrati nella macchina individuata come vittima, l&#8217;hacker potrebbe  praticamente fare di tutto di più di essa.</p>
<p>Ma Miller ricorda anche come gli utenti <a href="../mac-pro-cinema-display-da-27-in-arrivo/" target="_blank">Mac</a> si sentano particolarmente tranquilli da possibili malware. E&#8217; infatti  risaputo che gli hacker nutrono davvero un interesse scarso per questo  sistema operativo, che viene considerato ancora molto di nicchia, quindi  con un bacino d&#8217;utenza decisamente ristretto rispetto al ben più famoso  &#8211; e aggiungiamo massacrato &#8211; Windows.</p>
<p>Ha fatto anche una metafora sicuramente azzeccata: &#8220;<em>Mac OS X è  come vivere in una fattoria in campagna senza neanche serratura, invece  Windows è come vivere in una casa con sbarre alle finestre nel quartiere  peggiore della città.&#8221;</em></p>
<p>Miller ha comunque specificato che non spiegherà dettagliatamente in  cosa consistono le venti falle. Racconterà come le ha trovate, però,  alla conferenza di <a href="http://cansecwest.com/" target="_blank">Vancouver</a> della prossima settimana. Della quale, poi, vi racconteremo l&#8217;esito.</p>
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		<title>Bitdefender e la falla del firmware blocca milioni di pc</title>
		<link>http://www.profanatore.com/bitdefender-e-la-falla-del-firmware-blocca-milioni-di-pc-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 20:39:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Problematiche]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[bitdefender]]></category>
		<category><![CDATA[falla del firmware blocca i pc]]></category>
		<category><![CDATA[firmware]]></category>

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		<description><![CDATA[
Bitdefender colpisce ancora!
Sabato 20.03.2010 dopo aver fatto l’aggiornamento disponibile per l’antivirus, gli utenti di Windows Xp, Windows 7 e Windows Vista a 64 bit si sono visti bloccare il proprio pc.
Infatti questo update dell’antivirus avendo al suo interno un firmware danneggiato,  ha riconosciuto come antivirus il sistema operativo. Capirete la  preoccupazione di tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="../wp-content/uploads/2010/03/virus.gif"><img class="aligncenter" title="virus" src="../wp-content/uploads/2010/03/virus-300x273.gif" alt="" width="300" height="273" /></a></p>
<p><strong>Bitdefender</strong> colpisce ancora!</p>
<p><strong>Sabato 20.03.2010 </strong>dopo aver fatto l’aggiornamento disponibile per l’antivirus, gli utenti di <strong>Windows Xp, Windows 7 e Windows Vista a 64 bit </strong>si sono visti bloccare il proprio pc.<br />
Infatti questo update dell’antivirus avendo al suo interno un<strong> firmware danneggiato</strong>,  ha riconosciuto come antivirus il sistema operativo. Capirete la  preoccupazione di tutti e il chiasso mediatico che ha portato questo  gravissimo errore. Pare che <a href="../category/sicurezza/"><strong>Bitdefender </strong></a>per questo errore passerà per l’anno 2010 nelle <strong>ultime classifiche degli antivirus.</strong></p>
<p>Nel forum di Bitdefender pare ci sia stato un <strong>affluenza di gente fenomenale</strong> infatti tutti sono andati li a lamentarsi del disagio arrecato e  Bitdefender, con poca delicatezza nei confronti di tutti, ha detto che  erano a conoscenza del problema che provocava il riconoscimento del  sistema operativo come virus infeti da l trojan Trojan.FakeAlert.5 ma  che avrebbero risolto nei prossimi giorni.</p>
<p>Ovviamente lo sdegno da      parte di tutti gli utilizzatori che si vedevano bloccato il loro pc per      giorni <span style="text-decoration: underline;"><strong>ha portato Bitdefender a risolvere il problema rilasciando una      patch che è stata in grado di fissare il <a href="../category/sicurezza/">problema</a>.</strong></span></p>
<ul>
<li> La patch è disponibile in diverse pagine che elenco qui sotto:</li>
<li><a href="http://www.bitdefender.com/site/KnowledgeBase/consumer/#641" target="_blank">Windows XP 64 bit</a></li>
<li><a href="http://www.bitdefender.com/site/KnowledgeBase/consumer/#639" target="_blank">Windows Vista 64 bit</a></li>
<li><a href="http://www.bitdefender.com/site/KnowledgeBase/consumer/#640" target="_blank">Windows 7 64 bit</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Avere Kaspersky gratis per sempre? Ora si può!</title>
		<link>http://www.profanatore.com/avere-kaspersky-gratis-per-sempre-ora-si-puo-2/</link>
		<comments>http://www.profanatore.com/avere-kaspersky-gratis-per-sempre-ora-si-puo-2/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 13:21:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antivirus]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[programmi]]></category>
		<category><![CDATA[Kaspersky]]></category>
		<category><![CDATA[kaspersky gratis]]></category>
		<category><![CDATA[Kaspersky Mobile Security 9.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti voi avrete sentito parlare almeno una volta di Kaspersky, l&#8217;antivirus più famoso e migliore al mondo. L&#8217;applicazione in ogni versione  introduce  sempre grandi ed importanti novità e per questo, anche grazie alla sua efficacia di rilevare tutte le  minacce e per la sua estrema limitatezza nel consumo delle risorse del  nostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti voi avrete sentito parlare almeno una volta di <strong>Kaspersky</strong>, l&#8217;antivirus più famoso e migliore al mondo. L&#8217;applicazione in ogni versione  introduce  sempre <strong>grandi ed importanti novità</strong> e per questo, anche grazie alla sua efficacia di rilevare tutte le  minacce e per la sua estrema limitatezza nel consumo delle risorse del  nostro pc, rimane sempre nei <strong>primi  posti dei miglior antivirus</strong> disponibili al mondo.<strong> </strong></p>
<p><strong>Ecco tutte le novità che sono state apportate alla nuova versione di Kaspersky 2010:</strong></p>
<ul>
<li>Nuova  <strong>Kaspersky Toolbar</strong> per Internet Explorer (una completa barra anti phishing)</li>
<li> Nuova <strong>Modalità “Game Mode”</strong> che sospende avvisi, aggiornamenti e scansioni mentre si gioca</li>
<li> Migliorata la  <strong>Prevenzione del furto di identità</strong>, inclusa la Virtual Keyboard (personalmente mai usata)</li>
<li> Migliorato l&#8217; <strong>Urgent Detection System</strong>, la gestione delle minacce dell’ultimo minuto.</li>
<li> Migliorata la <strong>Protezione Proactive</strong> di Nuova Generazione.</li>
</ul>
<p>Dopo queste &#8220;golose&#8221; premesse, ecco il metodo testato e funzionante  per avere Kaspersky 2010 gratis per sempre; senza usare nessun tipo di  serial number o altre  crack.</p>
<p>Il tutto infatti avverrà utilizzando solo un <strong>semplice programma</strong>,  che ha lo scopo di resettare ogni volta che lo si usa, i 30 giorni di  prova offerti dal programma; e quindi avere l&#8217;antivirus sempre gratis.  Di seguito sono elencati tutti i passaggi per ottenere il risultato  voluto.</p>
<p>Per prima cosa, dovrete scaricare la versione di prova di <strong>Kaspersky 2010</strong> (una delle due):</p>
<div><a rel="nofollow" href="http://www.kaspersky.com/kis_latest_versions?downlink=206910639">Kaspersky Internet  Security 2010</a> <strong> </strong></div>
<div><a rel="nofollow" href="http://www.kaspersky.com/kav_latest_versions?downlink=206910632">Kaspersky Antivirus  2010</a></div>
<div><strong> </strong></div>
<div>Successivamente  scaricate il <strong>trial reset:</strong></div>
<div><a rel="nofollow" href="http://www.megaupload.com/?d=4MB1XSXB">Kaspersky Trial Reset</a></div>
<div><strong>Il trial reset</strong> ha la funzione di  <strong>resettare  i 30 giorni di prova</strong>, quindi vi da la possibilità di avere il programma gratis.</div>
<div>Lla procedura elencata di seguito va seguita molto attentamente e  solamente quando mancano 2-3 giorni alla scadenze della vostra versione  di Kaspersky:</div>
<div>
<ol>
<li>Per prima cosa, entrate nelle <strong>impostazioni di Kaspersky</strong> cliccando col tasto  destro del mouse nella schermata principale di  kaspersky;</li>
<li>Andte a questo punto nella scheda <strong>Opzioni </strong> e <strong>togliete  la spunta</strong> sulla casella<strong> “Abilita auto difesa”</strong> e cliccate su <strong>OK.</strong></li>
<li>Adesso non vi resta che <strong>aprire </strong><strong>Kaspersky Trial Reset</strong> e  cliccre su <strong>Trial Reset.</strong></li>
<li>Siamo arrivati qusi alla fine, ora<strong> Kaspersky</strong> vi chiederàin che modo<strong> attivare il programma</strong>,  cliccate su <strong>“attiva versione di prova”</strong>.</li>
<li>Attendete che  Kaspersky completi l&#8217;intera procedura di attivazione  ed il gioco è fatto, i giorni disponibili torneranno ancora una volta a<strong> 30!</strong></li>
</ol>
</div>
<div><strong>ATTENZIONE:</strong> Questa guida funziona anche con la versione <strong>8.0.0.506  di kaspersky 2009.</strong></div>
<div>Vi ricordo che la guida è a solo scopo illustrativo e il sito <a href="../"><strong><em>Profanatore.com</em></strong></a> si affida al vostro buon senso.</div>
<p>﻿</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Hai la sifilide? Colpa di Facebook</title>
		<link>http://www.profanatore.com/hai-la-sifilide-colpa-di-facebook-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 12:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[rischi di faceboo]]></category>
		<category><![CDATA[sifilide]]></category>

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		<description><![CDATA[
Se pensavate di averle sentite tutte, bè, è tempo di ricredervi. Si sa, la dipendenza da Facebook e similari è ormai nota e risaputa, persino tra gli stessi utenti che  si divertono a creare link nei quali, memori delle loro ore trascorse  sul pc a curiosare sui profili degli altri, si identificano come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="../wp-content/uploads/2010/03/logofacebookP.jpg"><img class="aligncenter" title="logofacebookP" src="../wp-content/uploads/2010/03/logofacebookP-300x112.jpg" alt="" width="300" height="112" /></a></p>
<p>Se pensavate di averle sentite tutte, bè, è tempo di ricredervi. Si sa, la dipendenza da <a href="http://www.facebook.com/" target="_blank">Facebook</a> e similari è ormai nota e risaputa, persino tra gli stessi utenti che  si divertono a creare link nei quali, memori delle loro ore trascorse  sul pc a curiosare sui profili degli altri, si identificano come  scheletri attaccati alla tastiera, in attesa di una notifica.</p>
<p>Però da qui a dire che l&#8217;uso spropositato di Facebook <strong>aumenti i casi di infezione di malattie veneree</strong>, ebbene, il passo ci sembra esagerato. Eppure è questo che sostiene <strong>Peter Kelly</strong>,  professore e direttore degli uffici sanitari della medicina pubbilca  del Teesside, in Inghilterra. Secondo Kelly, esiste una relazione tra  l&#8217;uso dei<a href="../facebook-supera-google-per-visite/" target="_blank"> social network </a>e l&#8217;incremento delle infezioni, tra le quali la sifilide.</p>
<p>Certamente assurdo, ci fa pensare alle teorie che vogliono gli uomini  impotenti a causa del cellulare &#8211; il che è già da smentire, visto che  chi usa facebook lo fa per lo più dal cellulare.. e se si ammala di  sifilide tanto impotente non è! &#8211; e vedono i Wi-Fi come principali cause  di terribili tumori al cervello &#8211; peccato che trent&#8217;anni fa si moriva  di tumore al cervello senza avere in casa un Wi-Fi.</p>
<p>Forse che chi mette in giro queste teorie apocalittiche non ha un  grande rapporto con la tecnologia? Chissà. Nel frattempo, onde evitare  contagi, se siete assidui frequentatori di social network, fate un salto  dal medico. Non si sa mai.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Autenticazione con Active Directory</title>
		<link>http://www.profanatore.com/autenticazione-con-active-directory-2/</link>
		<comments>http://www.profanatore.com/autenticazione-con-active-directory-2/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 19:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guide Geek]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Utility]]></category>
		<category><![CDATA[Active Directory]]></category>
		<category><![CDATA[autenticazione degli account]]></category>
		<category><![CDATA[protezione per il computer]]></category>

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		<description><![CDATA[Introduzione
Ci sono due principarli concetti per gli utenti:   l&#8217;autenticazione e gli account.Con l&#8217;autenticazione di Active  Directory  (d&#8217;ora in poi AD) si usa il protocollo Kerberos 5 mentre per  gli account  si usa LDAP. Prima di  tutto è necessario configurare Kerberos 5 e LDAP  in modo da gestire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 id="head-2e345f1f6513970d3caadcaa65765f507101b91c">Introduzione</h1>
<p>Ci sono due principarli concetti per gli <a href="../category/distribuzioni-linux/">utenti</a>:   l&#8217;autenticazione e gli account.Con l&#8217;autenticazione di Active  Directory  (d&#8217;ora in poi AD) si usa il protocollo Kerberos 5 mentre per  gli account  si usa LDAP. <a href="../category/server/">Prima </a>di  tutto è necessario configurare Kerberos 5 e LDAP  in modo da gestire  gli utenti un una AD.In questo articolo verranno  usati i seguenti  indirizzi IP , di conseguenza adattateli alle vostre  esigenze.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="../wp-content/uploads/2010/03/cc754361.0947f2cf-215f-4748-89f8-d1079eba4f37it-itWS.10.gif"><img class="aligncenter" title="cc754361.0947f2cf-215f-4748-89f8-d1079eba4f37(it-it,WS.10)" src="../wp-content/uploads/2010/03/cc754361.0947f2cf-215f-4748-89f8-d1079eba4f37it-itWS.10-300x139.gif" alt="" width="300" height="139" /></a></p>
<pre>10.30.2.1           Router and DNS server or proxy
10.30.2.2           DHCP and TFTP server
10.30.2.10          NFS server
10.30.2.20          LTSP server
10.30.2.100-200     LTSP clients</pre>
<p>Si da per sconattaio che AD sia confugurato con un  dominio AD del tipo EXAMPLE.COM e ccon un utente creato del tipo:</p>
<pre>account name:       wendy
UID:                1002
GID:                1002
home directory:     /home/wendy
shell:              /bin/bash</pre>
<h1 id="head-56e453b3db74b14e225aae41df90dabeb4f4c03e">Account</h1>
<p>Per gli  account LDAP è necessario il pacchetto <tt>libnss-ldap </tt>che  non è  presente sul CD di Dapper ma è disponibile nei repository  Universe.Una  volta aggiunti tali repository è sufficiente dare :</p>
<pre>$ sudo apt-get update
$ sudo apt-get install libnss-ldap</pre>
<p>Inseriamo l&#8217;indirizzo del server Active Direcory.</p>
<p><img title="attachment:Screenshot-ocean-nss-ldap.png" src="http://wiki.ubuntu-it.org/Server/AutenticazioneActiveDirectory?action=AttachFile&amp;do=get&amp;target=Screenshot-ocean-nss-ldap.png" alt="" /></p>
<p>Specifichiamo  il search basedm</p>
<p><img title="attachment:Screenshot-ocean-nss-ldap-basedn.png" src="http://wiki.ubuntu-it.org/Server/AutenticazioneActiveDirectory?action=AttachFile&amp;do=get&amp;target=Screenshot-ocean-nss-ldap-basedn.png" alt="" /></p>
<p>Selezionare  LDAP versione 3</p>
<p><a href="http://wiki.ubuntu-it.org/Server/AutenticazioneActiveDirectory?action=AttachFile&amp;rename=Screenshot-ocean-nss-ldap-version.png">Carica  nuovo allegato &#8220;Screenshot-ocean-nss-ldap-version.png&#8221;</a></p>
<p>Sono  necessari alcuni aggiustamenti ulteriori , per questo andiamo a  modificare <tt>/etc/libnss-ldap.conf</tt></p>
<pre># libnss-ldap.conf

# Your LDAP server. Must be resolvable without using LDAP.
# Multiple hosts may be specified, each separated by a
# space. How long nss_ldap takes to failover depends on
# whether your LDAP client library supports configurable
# network or connect timeouts (see bind_timelimit).
host 10.30.2.2

# The distinguished name of the search base.
base example,dc=com

# The LDAP version to use (defaults to 3
# if supported by client library)
ldap_version 3

#  (AD) mappings
# &lt;to&gt; &lt;from&gt;
nss_map_attribute userPassword sambaPassword
nss_map_attribute gecos name
nss_map_attribute uid unixName
nss_map_attribute shadowLastChange pwdLastSet
nss_map_objectclass posixGroup group
pam_filter objectclass=User
pam_password crypt

# Disable SASL security layers. This is needed for AD.
sasl_secprops maxssf=0
</pre>
<p>Configuriamo il nome del servisio per usare LDAP  modificando<tt>/etc/nsswitch.conf</tt></p>
<pre># /etc/nsswitch.conf
#
# Example configuration of GNU Name Service Switch functionality.
# If you have the `glibc-doc' and `info' packages installed, try:
# `info libc "Name Service Switch"' for information about this file.

passwd:         files ldap
group:          files ldap
shadow:         files ldap

hosts:          files dns mdns
networks:       files

protocols:      db files
services:       db files
ethers:         db files
rpc:            db files

netgroup:       nis</pre>
<h1 id="head-6bfc77a0c14392e56478d2c442f494eba285593c">Testing</h1>
<p>Il comando  getent mostrerà il contenuto del servizio, così una volta configurato  Active Directory con un utente e con <tt>libnss-ldap</tt> configurato,  dovremmo essere in grado di vedere gli utenti extra e i gruppi.</p>
<pre>$ getent passwd

gdm:x:106:111:Gnome Display Manager:/var/lib/gdm:/bin/false
test:x:1000:1000:Test,,,:/home/test:/bin/bash
wendy:x:1002:1002:wendy:/home/wendy:/bin/bash
$ getent group

gdm:x:111:
test:x:1000:
wendy:x:1002:</pre>
<p>Un semplice file di prova ci mostrerà se Ubuntu  comprende gli username di AD.</p>
<pre>$ cd /tmp
$ touch moo
$ ls -l moo
-rw-rw-r-- 1 root    root    0 2006-07-20 14:27 moo
$ sudo chown wendy moo
$ ls -l moo
-rw-rw-r-- 1 wendy   root    0 2006-07-20 14:27 moo</pre>
<p>Per visualizzare gli utenti tramite LDAP è necessario  installare il pacchetto <tt>ldap-utils</tt></p>
<pre>$ sudo apt-get install ldap-utils
$ ldapsearch -x -H ldap://10.30.2.2 "(objectClass=posixAccount)" sAMAccountName
# extended LDIF
#
# LDAPv3
# base &lt;&gt; with scope sub
# filter: (objectClass=posixAccount)
# requesting: sAMAccountName
#

# wendy, Users, EXAMPLE.COM
dn: cn=wendy,cn=Users,dc=EXAMPLE,dc=COM
sAMAccountName: wendy

# search result
search: 2
result: 0 Success

# numResponses: 2
# numEntries: 1</pre>
<h1 id="head-89fcaa88136382b9cc468fe0bf35d5a65a4232cb">Autenticazione</h1>
<p>Ora che le  informazioni relative agli utenti sono presenti, è  necessario  configurare Linux affinché gli utenti possano effettuare il  login.Il  protocollo di login di AD è Kerberos 5, quindi è necessario  installare  il modulo PAM Kerberos 5 e il pacchetto client per procedere  al test.</p>
<pre>$ sudo apt-get-install heimdal-clients libpam-heimdal</pre>
<p>Configuriamo Kerberos con i parametri del dominio AD e  dell&#8217; indirizo IP editando<tt>/etc/krb5.conf</tt></p>
<pre>[libdefaults]
       default_realm = EXAMPLE.COM

[realms]
       EXAMPLE.COM = {
               kdc = 10.30.2.2:88
      }</pre>
<pre>[domain_realm]
       .example.com = EXAMPLE.COM
       example.com = EXAMPLE.COM
</pre>
<p>Aggiorniamo la configurazione di PAM in modo da  verificare gli account Kerberos <tt>/etc/pam.d/common-auth </tt>scegliamo  se vogliamo un prompt di login di Kerberos oppure un prompt classico.</p>
<pre>#
# /etc/pam.d/common-auth - authentication settings common to all services
#
# This file is included from other service-specific PAM config files,
# and should contain a list of the authentication modules that define
# the central authentication scheme for use on the system
# (e.g., /etc/shadow, LDAP, Kerberos, etc.).  The default is to use the
# traditional Unix authentication mechanisms.
#

# prompt user "Password for : " (warning: no l18n)
auth    sufficient      pam_krb5.so minimum_uid=1000 ➊
auth    required        pam_unix.so nullok_secure

# use password from pam_unix prompt
#auth    sufficient      pam_unix.so nullok_secure
#auth    sufficient      pam_krb5.so minimum_uid=1000 use_first_pass</pre>
<p>Sono possibili molte opzioni, una modifica classica di  &#8220;minimum_uid&#8221; è &#8220;ignore_root&#8221;.</p>
<pre>#
# /etc/pam.d/common-session - session-related modules common to all services
#
# This file is included from other service-specific PAM config files,
# and should contain a list of modules that define tasks to be performed
# at the start and end of sessions of *any* kind (both interactive and
# non-interactive).  The default is pam_unix.
#

session required        pam_unix.so
session optional        pam_foreground.so
session optional        pam_krb5.so
</pre>
<p>Aggiunlgiamo la seguente linea se vogliamo creare  automaticamente le home per i nuovi utenti.</p>
<pre>session required        pam_mkhomedir.so umask=0022 skel=/etc/skel
</pre>
<p>Le password Samba 4 non possono essere modificate  tramite<tt>kpasswd</tt>e quindi le configurazioni di <tt>common-password</tt> sono irrilevanti.Le informazioni degli account sono gestite già tramite<tt> pam_unix</tt> con NSS e<tt> libnss-ldap </tt>quindi non sono necessarie modifiche per  <tt>common-account</tt> comunque ulteriori informazioni sono  disponibili nelle seguenti linee di codice.</p>
<pre>#
# /etc/pam.d/common-account - authorization settings common to all services
#
# This file is included from other service-specific PAM config files,
# and should contain a list of the authorization modules that define
# the central access policy for use on the system.  The default is to
# only deny service to users whose accounts are expired in /etc/shadow.
#
account required        pam_unix.so
account [default=bad success=ok user_unknown=ignore service_err=ignore system_err=ignore] pam_krb5.so
</pre>
<h1 id="head-55e7772c78bfcdd38decbfc4e57358a3f79aff5a">Attenzione</h1>
<p>Se AD gira  su in PC con &#8230; non c&#8217;è un orologio con batteria di  backup.Questo  significa che quando la macchina vien spenta per un certo  periodo di  tempo , l&#8217;orologio verrà resettato.quando la macchina verrà  riaccesa  sarà necessaria una connessione internet per risincronizzare  l&#8217;ora.senza  una risincronizzazione dell&#8217;orologiao , Kerberos non  permettrò il login  ai clients.</p>
<h1 id="head-6bfc77a0c14392e56478d2c442f494eba285593c-2">Testing</h1>
<p>Con l&#8217;AD in  esecuzione e un account impostato , cerchiamio di acquisire alcuni  dettagli con il comando <tt>kinit.</tt></p>
<pre>$ kinit wendy
wendy@EXAMPLE.COM's Password:
</pre>
<h1 id="head-42f1f7e96025d2d8d08d180af4f65075bc0f3370">Orologio</h1>
<p>Per  sicurezza e efficacia dell&#8217;orologio, Kerberos necessita che tutti gli  orologi siano sincronizzati.Altrimenti il comando<tt> kinit </tt>fallirà.</p>
<pre>kinit: krb5_get_init_creds: Too large time skew
</pre>
<p>Il setup della sincronizzazione dell&#8217; orologio con il  programma ntpudate; la sincoronia si mantiene tramite un server<tt> ntpd.</tt></p>
<pre>$ sudo apt-get install ntpdate
$ sudo ntpdate ntp.ubuntu.com
25 Jul 16:22:06 ntpdate[8158]: step time server 82.211.81.145 offset 402569.951826 sec
$ sudo apt-get install ntp-simple
</pre>
<p>Confermiamo l&#8217;ottenimento di due tagliandi con il  comando<tt> klist.</tt></p>
<pre>$ klist
Credentials cache: FILE:/tmp/krb5cc_1000
        Principal: wendy@EXAMPLE.COM

  Issued           Expires          Principal
Jul 25 16:23:06  Jul 26 02:23:58  krbtgt/EXAMPLE.COM@EXAMPLE.COM</pre>
<p>Per testare gli account è necessario un sistema di  login, poichè è  necessario per LTSP allora procediamo all&#8217; installazione  del server  OpenSSH e del client.</p>
<pre>$ sudo apt-get install openssh-server openssh-client
</pre>
<p>Proviamo il login tramite l&#8217;utente AD.</p>
<pre>$ ssh wendy@localhost
The authenticty of host 'localhost (127.0.0.1)' can't be established.
RSA key fingerprint is
Are you sure you want to continue connecting (yes/no)?
Warning: Permanently added 'localhost' (RSA) to the list of known hosts.
wendy@localhosts password:
Linux ubuntu 2.6.15-23-386 #1 PREEMPT Tue May 23 13:49:40 UTC 2006 i686 GNU/Linux

The programs included with the Ubuntu system are free software;
the exact distribution terms for each program are described in the
individual files in /usr/share/doc/*/copyright.

Ubuntu comes with ABSOLUTELY NO WARRANTY, to the extent permitted by
applicable law.
Last login: Wed Jul 26 10:32:24 2006 from localhost
wendy@ubuntu:~$
</pre>
<p>Se ricevete un&#8217; errore di password , confermate il  funzionamento corretto della password tramite il comando<tt> kinit</tt>,   se tutto funziona potrebbe esserci un problema di sincronizzazione   dell&#8217; orologio tra il server AD e il vostro server.Prima di tutto   dobbiamo abilitare il debug del login tramite il modulo<tt> pam_krb5</tt> ,modifichiamo il file<tt> common-auth</tt> e aggiungiamo la parola  chiave &#8220;<tt>debug</tt>&#8221; alla fine della riga di Kerberos.</p>
<pre>auth    sufficient      pam_krb5.so minimum_uid=1000 use_first_pass debug</pre>
<p>Provate ad eseguire nuovamente il login e controllate <tt>/var/log/auth.log </tt>che  dovrebbe spiegarvi la il motivo del mancato login.</p>
<h1 id="head-8686a8622f9d95bd076f0e390d36c655e45b92e1">Key Table non  valida</h1>
<p>Il seguinte  errore può comparire se è presente un <tt>/etc/krb5.keytab </tt>non  valido.</p>
<pre>Aug  7 19:31:27 ubuntu sshd[4444]: pam_krb5: pam_sm_authenticate(ssh wendy): entry:
Aug  7 19:31:27 ubuntu sshd[4444]: pam_krb5: verify_krb_v5_tgt(): krb5_mk_req(): KDC has no support for encryption type
Aug  7 19:31:27 ubuntu sshd[4444]: pam_krb5: pam_sm_authenticate(ssh wendy): exit: failure
Aug  7 19:31:30 ubuntu sshd[4444]: Failed password for wendy from 127.0.0.1 port 50054 ssh2</pre>
<p>Il seguente errore indica una <tt>/etc/krb5.keytab </tt>non  valida , di solito non è un problema.</p>
<pre>Aug  7 20:00:05 ubuntu sshd[4764]: pam_krb5: pam_sm_authenticate(ssh wendy): entry:
Aug  7 20:00:05 ubuntu sshd[4764]: pam_krb5: verify_krb_v5_tgt(): krb5_kt_read_service_key(): Key table entry not found
Aug  7 20:00:05 ubuntu sshd[4764]: pam_krb5: pam_sm_authenticate(ssh wendy): exit: success
Aug  7 20:00:05 ubuntu sshd[4764]: Failed password for wendy from 10.0.0.69 port 39428 ssh2
</pre>
<h1 id="head-5a498865b12ba15cd35fcbb1c22dc425454febfb">Shadow  password</h1>
<p>Una delle  cause di fallimento consite nel fatto che i dettagli degli  account  nascosti non possono essere trovati, controllate di avere <tt>/etc/nsswitch.conf</tt>:</p>
<pre>shadow:         files ldap</pre>
<p>Specificando uno dei seguenti casi provoca il  fallimento del login:</p>
<pre>shadow:         files
shadow:         compat
</pre>
<h1 id="head-bc5ca63c6ef8bb12c04dfa3e7844aea43a54ba78">Scambio di  dominio</h1>
<p>I seguenti  errori indicano un host name non corretto, nome di domio o dominio AD.</p>
<pre>Sep  9 17:35:00 ubuntu sshd[8088]: pam_krb5: pam_sm_authenticate(ssh steve-o): entry:
Sep  9 17:35:00 ubuntu sshd[8088]: pam_krb5: verify_v5_tgt(): krb5_sname_to_principal(): Cannot determine realm for host
Sep  9 17:35:00 ubuntu sshd[8088]: pam_krb5: pam_sm_authenticate(ssh steve-o): exit: failure
Sep  9 17:35:00 ubuntu sshd[8088]: Failed password for steve-o from 127.0.0.1 port 52992 ssh2</pre>
<p>Verificate che <tt>/etc/hostname</tt> coincida con <tt>/etc/hosts </tt>e  che coincida con l&#8217;intera voce dominio in <tt>/etc/krb5.conf</tt> .Gli  esempi che seguino evidenziano dove il nome del dominio deve apparire.</p>
<ul>
<li><tt>/etc/hostname</tt>:
<pre>ubuntu.</pre>
</li>
<li><tt>/etc/hosts</tt>:
<pre>127.0.0.1        localhost
10.82.6.10       ubuntu. ubuntu
</pre>
</li>
<li><tt>/etc/krb.conf</tt>:
<pre>[libdefaults]
default_realm = EXAMPLE.COM

[realms]
EXAMPLE.COM = {
        kdc = 10.30.2.2:88
}

[domain_realm]

example.com = EXAMPLE.COM</pre>
</li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Cartella protetta ubuntu</title>
		<link>http://www.profanatore.com/cartella-protetta-ubuntu-2/</link>
		<comments>http://www.profanatore.com/cartella-protetta-ubuntu-2/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Mar 2011 13:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Tips / Tricks]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[cartella protetta ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[come proteggere una cartella in ubuntu]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.profanatore.com/?p=6599</guid>
		<description><![CDATA[Introduzione
Questa guida contiene delle  istruzioni utili alla creazione di una cartella criptata personale.
Lo scopo principale della configurazione di  una  cartella privata è quello di nascondere a occhi indiscreti i dati   sensibili dell&#8217;utente; tutto il contenuto della cartella Private all&#8217;interno della Home dell&#8217;utente verrà criptato sul disco all&#8217;interno della cartella nascosta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 id="head-feb687d3f7358a4fb08f098185c15ab133fb2f7e">Introduzione</h1>
<p>Questa <a href="../category/guide/">guida </a>contiene delle  istruzioni utili alla creazione di una cartella criptata personale.</p>
<p>Lo scopo principale della configurazione di  una  cartella privata è quello di nascondere a occhi indiscreti i dati   sensibili dell&#8217;utente; tutto il contenuto della cartella <tt>Private</tt> all&#8217;interno della <strong>Home</strong> dell&#8217;utente verrà criptato sul disco all&#8217;interno della cartella nascosta  <tt>.Private</tt> con i  permessi impostati a «700» per l&#8217;utente proprietario.</p>
<p>Se si utilizza <strong>Ubuntu 8.04</strong> «<strong>Hardy <a href="../category/sicurezza/"> Heron</a></strong>»</p>
<p style="text-align: center;"><a href="../wp-content/uploads/2010/03/iphone-lock-hacking.jpg"><img class="aligncenter" title="iphone-lock-hacking" src="../wp-content/uploads/2010/03/iphone-lock-hacking-300x289.jpg" alt="" width="300" height="289" /></a></p>
<h1 id="head-0bf2df4535438fb25234372fc8bae79d20aed4c2">Installazione</h1>
<p>Installare il pacchetto <em>ecryptfs-utils</em>.</p>
<h1 id="head-8469dfbd7b343a255a6a487d7f6d53043445626a">Configurazione</h1>
<ol type="0">
<li>Per configurare  la cartella privata digitare all&#8217;interno di una finestra di terminale il  seguente comando:
<pre>ecryptfs-setup-private
</pre>
<p>Verranno poste due  domande:</p>
<ul>
<li><strong>Enter your login passphrase:</strong> inserire  la password di accesso dell&#8217;utente;</li>
<li><strong>Enter your mount passphrase:</strong> inserire  una password per il montaggio della cartella.</li>
</ul>
</li>
<li>Per creare la cartella privata, terminare la sessione  corrente ed effettuare nuovamente l&#8217;accesso.</li>
</ol>
<div>
<table>
<tbody>
<tr>
<td></td>
<td>Per  questioni di sicurezza è sconsigliato impostare come password di  montaggio quella del proprio utente.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<h1 id="head-9287145816991a869fc5c1cbdc635613db3af330">Creare una  cartella privata</h1>
<p>Per spostare una cartella  utilizzata da un programma assicurarsi prima che questo non sia in  esecuzione.</p>
<p>Per cifrare  una cartella, è sufficiente digitare all&#8217;interno di una finestra di  terminale un comando simile al seguente:</p>
<pre>mv cartella ~/Private
</pre>
<p>Sostituire la dicitura «cartella» con il  percorso che si  desidera criptare. Per esempio, se si desidera rendere  privata la posta  elettronica ricevuta e inviata con <strong>Evolution</strong>, è  sufficiente digitare il seguente comando:</p>
<pre>mv ~/.evolution ~/Private
</pre>
<p>Infine, creare un collegamente simbolico  della cartella  privata, digitando all&#8217;interno di una finestra di  terminale un comando  simile al seguente:</p>
<pre>ln -s ~/Private/cartella cartella
</pre>
<p>Sostituire la dicitura «cartella» con il  percorso della  cartella che si desidera mantenere aggiornata con la sua  copia cifrata.  Per esempio, per rendere nuovamente disponibile la  cartella di <strong>Evolution</strong> dell&#8217;esempio precedente, è sufficiente digitare il seguente comando:</p>
<pre>ln -s ~/Private/.evolution ~/.evolution
</pre>
<h1 id="head-353f42f49d6176b55e6a72a91bcb8592aba618dd">Mount manuale  della cartella privata</h1>
<p>Nel caso si sia commesso l&#8217;errore  di copiare la cartella <tt>~/.ecryptfs</tt> all&#8217;interno di <tt>~/Private</tt> sarà necessario  montarla con i privilegi  di amministrazione, a tale  scopo è sufficiente digitare il seguente  comando in una finestra di  terminale:</p>
<pre>sudo mount -t ecryptfs ~/.Private ~/Private
</pre>
<p>Dovrebbero comparire le seguenti opzioni:</p>
<ul>
<li><strong>Select  key type to use for newly created files:</strong> selezionare l&#8217;opzione  numero 2 («<strong>passphrase</strong>»);</li>
<li><strong>Passphrase:</strong> inserire la <em>passphrase</em> dell&#8217;utente;</li>
<li><strong>Select  cipher:</strong> selezionare l&#8217;opzione numero 1 («<strong>es: blocksize =  16; min keysize = 16; max keysize = 32 (not loaded)</strong>»);</li>
<li><strong>Select  key bytes:</strong> selezionare l&#8217;opzione numero 1 («<strong>16</strong>»);</li>
<li><strong>Enable plaintext passthrough:</strong> premere  «n».</li>
</ul>
<p>Successivamente,  per smontare la cartella privata, sarà sufficiente digitare il seguente  comando:</p>
<pre>sudo umount ~/Private
</pre>
<p>Sostituire <tt>~/Private</tt> con il  punto di mount dove è stata montata la cartella privata.</p>
<h1 id="head-25fbae6c4dbf1ef7d678a39a946217c8ffab2d92">Recuperare la  passphrase per il montaggio</h1>
<p>Se si è dimenticata la <em>passphrase</em> per il montaggio della cartella è possibile recuperarlo digitando il  seguente comando all&#8217;interno di un finestra di terminale:</p>
<pre>ecryptfs-unwrap-passphrase ~/.ecryptfs/wrapped-passphrase login_passphrase
</pre>
<p>Una volta recuperata la password, per  evitare che sia  visibile nella cronologia dei comandi del terminale è  utile digitare il  seguente comando:</p>
<pre>history -c
</pre>
<table>
<tbody>
<tr>
<td></td>
<td><strong>Se  per errore si è cancellato il file <tt>wrapped-passphrase</tt> e non si ricorda più la passphrase per il montaggio è impossibile  accedere alla cartella privata.</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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