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GnuPg come creare una chiave GPG

Introduzione

In questa pagina viene presentato GnuPg, il sistema di crittografia predefinito di Ubuntu. Oltre al comando gpg verrà illustrato l’uso delle più comuni interfacce grafiche.

  • GnuPG utilizza la crittografia a chiave pubblica per permettere a coloro che lo utilizzano di comunicare in sicurezza. In un sistema a chiave pubblica ogni utente ha una coppia di chiavi consistenti in una chiave privata e una chiave pubblica. La chiave privata di una persona viene tenuta segreta; non deve mai essere rivelata. La chiave pubblica può essere data a tutti coloro con i quali l’utente vuole comunicare.

Interfacce grafiche

Esistono diversi programmi che forniscono un’interfaccia grafica al sottosistema gpg. Di seguito ne vengono descritte alcuni di essi.

I programmi seguenti, possono essere utilizzati per generare le chiavi GPG.

Seahorse

Seahorse è lo strumento di gestione delle chiavi predefinito di Ubuntu.

Il programma, nelle ultime versioni di Ubuntu, è installato automaticamente. Nel caso in cui non sia presente, installare il pacchetto seahorse.

Kgpg

L’applicazione kgpg è un’interfaccia per KDE, utile agli utenti di Kubuntu.

Per installare il programma è sufficiente installare il pacchetto kgpg.

Generare una chiave

Dalla riga di comando

  1. Aprire un terminale e digitare:
    gpg --gen-key
  2. Apparirà una schermata di selezione con le seguenti opzioni:
    Please select what kind of key you want:
       (1) DSA and Elgamal (default)
       (2) DSA (sign only)
       (5) RSA (sign only)

    La scelta predefinita, «(1)», è la migliore, in quanto le altre non possono essere utilizzate per cifrare.

  3. Verrà chiesto di scegliere una dimensione per la chiave:
    What keysize do you want? (2048)

    È consigliato lasciare l’impostazione predefinita.

  4. Verrà chiesto di impostare una data di scadenza:
    Key is valid for? (0)

    Molte persone creano le proprie chiavi senza scadenza. Se si effettua tale scelta bisogna ricordarsi di revocare la chiave quando non la si usa più. Premere «Y» per continuare con il processo di configurazione.

  5. Il passaggio successivo riguarda la creazione dell’identificativo:
    You need a user ID to identify your key; the software constructs the user ID
    from the Real Name, Comment and Email Address in this form:
        "Heinrich Heine (Der Dichter) <heinrichh@duesseldorf.de>"
    
    Real name: Dennis Kaarsemaker
    Email address: dennis@kaarsemaker.net
    Comment: Tutorial key
    You selected this USER-ID:
        "Dennis Kaarsemaker (Tutorial key) <dennis@kaarsemaker.net>"
Successivamente sarà possibile aggiungere ulteriori indirizzi email alla propria firma.
  1. Una volta verificata la correttezza delle informazioni inserite, premere «O» per generare la chiave. Verrà chiesto di inserire una passphrase:
    You need a Passphrase to protect your secret key.

    L’ideale sarebbe scegliere una breve frase difficile da indovinare. A differenza di una password, una passphrase può contenere anche degli spazi bianchi.

Dimenticare la propria passphrase comporta la perdita della chiave.
  1. Una volta inserita la passphrase verrà avviato il processo di creazione della chiave . Seguire le istruzioni a video finché non si raggiunge una schermata simile alla seguente:
    gpg: key D8FC66D2 marked as ultimately trusted
    public and secret key created and signed.
    
    pub   1024D/D8FC66D2 2005-09-08
          Key fingerprint = 95BD 8377 2644 DD4F 28B5  2C37 0F6E 4CA6 D8FC 66D2
    uid                  Dennis Kaarsemaker (Tutorial key) <dennis@kaarsemaker.net>
    sub   2048g/389AA63E 2005-09-08

    L’ID della chiave nell’esempio è «D8FC66D2».

  2. È buona norma configurare questa chiave come la chiave predefinita all’interno del file ~/.bashrc, in modo tale da specificare come automatico l’utilizzo di essa con le altre applicazioni che fanno uso del sistema GnuPg. Per fare ciò basta inserire nel file ~/.bashrc la riga:
    export GPGKEY=D8FC66D2

    La dicitura «D8FC66D2» va sostituita con il proprio ID.

  3. Ora è necessario riavviare il servizio per la cifratura. A seconda del sistema in uso potrebbe essere necessario terminare uno dei due seguenti processi:
    • gpg-agent:
      killall -q gpg-agent
      eval $(gpg-agent --daemon)
    • seahorse-agent:
      killall -q seahorse-agent
      eval $(seahorse-agent --daemon)
  4. Infine, eseguire questo comando:
    source ~/.bashrc

Certificato di revoca

Un certificato di revoca deve essere generato per consentire la revoca della propria chiave pubblica nel caso in cui la chiave privata sia stata compromessa.

Per creare un certificato di revoca, da terminale digitare:

gpg --output revoke.asc --gen-revoke <KEY-ID>
Il certificato deve essere stampato e conservato con cura. Chiunque abbia accesso al certificato di revoca può rendere la chiave pubblica inutilizzabile.

Caricare una chiave

Questa sezione contiene le istruzioni per inviare la propria chiave a un server di chiavi in modo che tutti possano scaricarla. Una volta caricata su un server, dopo un breve periodo di tempo, tutti gli altri server di chiavi avranno la propria firma. È possibile velocizzare questo procedimento spedendo la propria chiave a più server.

Inviare un chiave a un server con GnuPG

In un terminale digitare:

gpg --send-keys --keyserver keyserver.ubuntu.com <KEY-ID>

Inviare una chiave con un browser web

  1. Esportare la propria chiave digitando il seguente comando:
    gpg --export -a "Key-ID" > public.key

    Verrà creato un file public.key contenente la propria chiave pubblica.

  2. Aprire una browser e andare al seguente indirizzo: http://pgp.mit.edu
  3. Incollare il contenuto del file public.key nella casella sotto la scritta «Submit a key», dunque fare clic su «Submit this key to the keyserver!».

Firmare una chiave

Il sistema di firma delle chiavi di gpg consente di creare una rete di fiducia. Firmare la chiave di una persona significa aver controllato l’identità di quest’ultima e essersi assicurati che essa sia in pieno controllo della propria chiave privata. In questo modo si può creare una rete di individui che si fidano l’uno degli altri. Questa rete è definita come un insieme fortemente connesso, ulteriori informazioni a riguardo si possono trovare a questo indirizzo.

Dato che firmare una chiave significa aver controllato e verificato che una certa chiave pubblica appartenga a una tale persona che possiede la relativa chiave privata, è necessario seguire questi semplici accorgimenti quando si firma una chiave:

  1. Il procedimento di firma di una chiave è sempre svolto dopo aver incontrato tale persona.
  2. Durante l’incontro è necessario scambiarsi i fingerprint delle rispettive chiavi e almeno un documento identificativo (con una fotografia all’interno). Tali fingerprint vengono solitamente distribuiti su dei foglietti, creati da degli script come gpg-key2ps (pacchetto signing-party).
  3. Controllare che il nome nella chiave corrisponda con quello del documento identificativo.
  4. Dopo questi controlli accertarsi che la persona sia veramente in possesso della chiave privata. Per fare ciò basta rispedire a lei/lui la sua chiave pubblica firmata e criptata con la rispettiva chiave pubblica. Il programma caff facilita tale procedimento. È necessario creare un file .caffrc nella propria cartella Home con i seguenti valori all’interno:
    $CONFIG{owner} = q{Nome e cognome};
    $CONFIG{email} = q{L'indirizzo email della chiave};
    $CONFIG{keyid} = [ qw{Gli ultimi 16 caratteri del fingerprint della chiave} ];

    Ora basta eseguire il seguente comando, sostituendo la dicitura «id_della_chiave» con l’ID della chiave che si vuole verificare e firmare:

    caff id_della_chiave
  5. Quando si ricevono chiavi firmate, si ricevono come allegati: salvarli e importarli con gpg. Ora è possibile inviare queste chiavi ad un server delle chiavi.

Firmare i dati

La firma dei dati è utile per verificare l’identità del mittente.

Firma del Codice di condotta di Ubuntu

Prima di firmare il «Codice di condotta» di Ubuntu è necessario aggiornare il proprio account inserendovi, fra le varie informazioni, la chiave gpg che si desidera utilizzare per tale operazione.

Caricare la chiave in Launchpad

  1. Eseguire l’accesso in Launchpad.
  2. Fare clic sul proprio nome in alto a destra e poi su «Edit OpenPGP keys».
  3. Copiare il fingerprint della propria chiave all’interno della casella di testo «Key Fingerprint».
  4. Launchpad spedirà, all’indirizzo specificato, un’email contenente del testo cifrato con la nuova chiave. Per procedere con l’operazione di decifratura è sufficiente salvare il testo in un file all’interno della propria Home, aprire una finestra di terminale e digitare il seguente comando:
    gpg --decrypt file.txt
  5. Una volta inserita la passphrase comparirà in chiaro il testo del messaggio, il quale conterrà un collegamento da inserire nella barra degli indirizzi del proprio browser per convalidare la chiave.

Firmare il Codice di condotta

Per firmare il «Codice di condotta» di Ubuntu bastano tre semplici passi:

  1. Scaricare il «Codice di condotta» da questo indirizzo : https://launchpad.net/codeofconduct/1.0.1
  2. Digitare il seguente comando:
    gpg --clearsign UbuntuCodeofConduct-1.0.1.txt
  3. Copiare il contenuto del file appena creato UbuntuCodeofConduct-1.0.1.txt.asc nel relativo campo presente a questo indirizzo.

Firmare e cifrare email

Questa sezione vi aiuterà a configurare Evolution e Thunderbird per firmare e criptare email.

Evolution

  • Aprire Evolution e fare clic su Modifica -> Preferenze
  • Scegliere il proprio account email e poi fare clic su «Modifica»
  • Fare clic sulla linguetta «Sicurezza»
  • Nella casella di testo «ID della chiave PGP/GPG» copiare il vostro KEY-ID
  • Fare clic su «OK» e poi «Chiudi»

Se si desidera utilizzare la chiave in ogni nuova mail, fare clic sul menù «Sicurezza» in un nuovo messaggio e poi su «Firma PGP».

Mozilla Thunderbird

  • Installare il plugin Enigmail installando il pacchetto mozilla-thunderbird-enigmail.
    In alternativa è possibile scaricare il plugin da mozdev per poi installarlo manualmente.
  • Configurare gpg in Thunderbird scegliendo OpenPGP -> Preferences e nella casella di testo «GnuPG executable path» aggiungere /usr/bin/gpg.

Oracle10g

Introduzione

In questa guida viene illustrata l’installazione del database relazionale Oracle 10g.

Preparativi

Una volta abilitati i componenti universe e multiverse dei repositoy ufficiali, aprire il file /etc/apt/sources.list con un editor di testo con i privilegi di amministrazione e aggiungere in fondo al file la seguente riga:

deb http://oss.oracle.com/debian unstable main non-free

Per scaricare la chiave gpg, necessaria all’utentcazione dei pacchetti, è sufficiente digitare il seguente comando in una finestra di terminale:

wget http://oss.oracle.com/el4/RPM-GPG-KEY-oracle -O- | sudo apt-key add -

Salvare il file, aprire una finestra di terminale e digitare il seguente comando:

sudo apt-get update

Installazione del pacchetto

Installare il pacchetto oracle-xe.

Configurazione

Per configurare il DBMS è sufficiente digitare il seguente comando in una finestra di terminale:

sudo etc/init.d/oracle-xe configure

Nella configurazione saranno richieste le porte di ascolto del server (quelle predefinite sono 8080 e 1521) e la password per l’utente system.

Inoltre verrà chiesto se si desidera avviare il server automaticamente all’avvio del sistema. Infine verrà creato l’utente oracle appartenente al gruppo dba, al quale verranno dati i privilegi di gestione del DBMS.

Per verificare lo stato del DBMS è sufficiente digitare il seguente comando in una finestra di terminale:

sudo /etc/init.d/oracle-xe status

Amministrazione

Aprire il browser web e digitare il seguente indirizzo nella relativa barra:

http://127.0.0.1:8080/apex

Backup automatico di MySql

Introduzione

Questa guida spiega come automatizzare il backup dei database MySql attraverso un apposito script che crea ed archivia i backup.

Descrizione

Lo script effettua giornalmente tramite cron il backup di tutti i databases recuperando automaticamente l’elenco.

Inizialmente viene costruito il nome del set di backup da creare utilizzando l’output del comando date.

Dopo l’eventuale rimozione di un backup temporaneo precedente ottengo l’elenco dei databases tramite mysqlshow redirezionando l’output sul file EL_DBS dopo l’applicazione di una serie di filtri: head, tail e tr.

Effettuo il conteggio del numero di database e con un ciclo faccio il dump tramite mysqldump.

Al termine i backup sono raggruppati (tar) e compressi (gzip).

Installazione

Per il funzionamento è necessario creare la struttura delle directory di backup.

Si può, ad esempio, utilizzare la directory /var/backup che contiene due sottodirectory /var/backup/stored e /var/backup/temp, ma il tutto è configurabile nello script.

Creare le directory per archiviare i backup. A titolo di esempio:

sudo mkdir /var/backup
sudo mkdir /var/backup/temp
sudo mkdir /var/backup/stored

Creare lo script myback ed inserirlo nella directory /etc/cron.daily.

Ricordarsi di modificare MY_USR e MY_PWD.

Impostare i permessi dello script:

sudo chmod 755 myback

Script

Lo script è il seguente:

#!/bin/bash
# Created by Beniamino Caputo
#
# Definizione Variabili
#
MY_DIR=                                               # Directory Binari MySQL se non sono in PATH

MY_HST=localhost                                      # Host del MySql server

MY_USR=root_mysql                                     # User di MySql

MY_PWD=password_root_mysql                            # Password di accesso

EL_DBS=/var/backup/temp/elencodb                      # File Elenco Databases nel Backup

BK_DIR=/var/backup/temp                               # Directory Backup

BK_NAM=/var/backup/stored/backup-$(date +%d-%m-%Y)    # Nome del Backup (costruita automaticamente con la data)

#
# Elimino Eventuali Backup Temporanei Presenti
#

rm -f ${BK_DIR}/*

#
# Creazione Elenco Databases
#

${MY_DIR}mysqlshow --host=$MY_HST --user=$MY_USR --password=$MY_PWD | head -n -1 | tail -n +4 | tr -d " |" > $EL_DBS

#
# Conteggio Numero di Databases
#

ndb=$(wc -l < "$EL_DBS")

#
# Ciclo Dump dei Databases
#

for db in `seq $ndb`

do

   read db

   ${MY_DIR}mysqldump --host=$MY_HST --user=$MY_USR --password=$MY_PWD --databases $db > $BK_DIR/$db

done <"$EL_DBS"

#
# Creazione File TAR
#

tar -cf $BK_NAM.tar $BK_DIR

#
# Compressione File Tar
#

gzip -f $BK_NAM.tar

#
# Elimino Eventuali Backup Temporanei Presenti
#

rm -f ${BK_DIR}/*

exit 0

Configurazione

In testa ci sono alcune variabili per eventuale configurazione:

  • MY_DIR: directory contenente i binari di MySql. In Ubuntu non è necessaria in quanto presente in PATH}. Nel caso di installazione manuale si può inserirla, avendo l’accortezza di terminarla con /. Esempio: MY_DIR=/path/binari/mysql/.
  • MY_HST: l’hostname della macchina, potrebbe essere sufficiente localhost.
  • MY_USR: l’utente del server MySql.
  • MY_PWD: la password dell’utente MySql.
  • EL_DBS: nome del file che conterrà l’elenco dei database.
  • BK_DIR: la directory temporanea per il dump dei database.
  • BK_NAM: nome del file di backup.

DBDesigner: strumento visuale Open Source

Introduzione

DBDesigner: strumento visuale Open Source per la progettazione di basi di dati

DBDesigner è uno strumento per la progettazione di database. Questa guida spiega come installarlo su Ubuntu 6.10 «Edgy Eft».

Installazione

DBDesigner nativo per Linux

  1. Scaricare da questa pagina il pacchetto in formato .rpm e le relative librerie.
  2. Convertire i pacchetti .rpm in formato .deb con il programma alien, digitando in un terminale:sudo alien DBDesigner4-0.5.4-0.i586.rpm
  3. sudo apt-get install alien
  4. sudo alien libborqt-6.9.0-2.i386.rpm
  5. Installare i pacchetti .deb digitando in una finestra di terminale i seguenti comandi:
    sudo dpkg -i dbdesigner4_0.5.4-1_i386.deb
    sudo dpkg -i libborqt_6.9.0-3_i386.deb

DBDesigner emulato con Wine

Per procedere con la seguente guida è necessario avere installato correttamente Wine, l’emulatore di ambiente Windows. Per maggiori informazioni consultare la relativa guida.
  1. Scaricare l’eseguibile presente in questo indirizzo e salvarlo nella propria directory Home.
  2. Per avviare il programma di installazione è sufficiente digitare in un terminale il seguente comando.:
    wine ~/DBDesigner4.0.5.6_Setup.exe
  3. Avviare l’applicazione appena installata, spostarsi nella cartella ~/.wine/drive_c/Programmi/fabFORCE, digitando in un terminale:
    cd ~/.wine/drive_c/Programmi/fabFORCE
  4. Lanciare il programma con il comando:.
    wine DBDesigner4.exe

questa e una bella guida per gli esperti in programmazione sui server di linux

alla prossima guida ciao!!!

Lavagna virtuale per programmatori

Siete dei programmatori inesperti che vogliono iniziare a fare sul serio nel mondo della programmazione? Oltre a leggere online i vari forum dedicati, vi segnaliamo anche una risorsa particolarmente interessante: Rendera. Si tratta di un servizio web gratuito, perfetto per tutti gli utenti che vogliono imparare il nuovo linguaggio html 5 o CSS 3.

Ovviamente si tratta di una risorsa indicata per chi vuole davvero diventare un bravo programmatore, perché un po’ d’impegno ci vuole comunque. Praticamente, il sito funziona da laboratorio di lavorazione e offre a tutti gli utenti, la facoltà di mettersi alla prova con la programmazione base.

Infatti, vi verrà messa a disposizione una comoda lavagna per scrivere il codice e uno spazio per vedere il risultato. In ogni momento potrete sviluppare parti di codice e vederne il risultato. Non preoccupatevi, se è la prima volta che utilizzate programmi di questo tipo potrete seguire dei tutorial realizzati per gli utenti meno esperti in modo da imparare con calma tutto quello che dovete sapere.

Diventare programmatori richiede pazienza e impegno, siete pronti a lanciarvi in quest’avventura?

Come attivare Google Cloud Print in Italia

Google Cloud Print è la nuova idea del noto motore di ricerca, che permette di stampare un documento o un email, direttamente via cellulare anche se vi trovate fuori l’ufficio o in un altro paese.

Una volta scaricata la vostra nuova versione di Google Chrome, aprire le “Opzioni” e in seguito andate in “Roba da Smanettoni”. Scorrette fino in fondo alla pagina e attivate il servizio,essenziale  è avere un proprio account gMail attivo da poter associare al servizio. Una volta associato l’account,  saranno riconosciute le stampanti installate sul computer.

Dopo la stampa  dovete solo accedere alla vostra casella email tramite cellulare.Attualmente il sestema è disponibile  solo in territorio US, però con una modifica alle impostazioni del vostro cellulare si può superare quest’ostacolo.

Per esempio per  un iPhone, basterà impostare come lingua del dispositivo quella Inglese, successivamente impostare la lingua del browser (Safari) in Inglese per vedere abilitata la possibilità di stampare tramite il vostro telefono.  Basterà essere  collegati sul sito di gMail e  aprire una mail o un documento e cliccare su Print nel menu sotto le doppie frecce in alto.

Dopo che si è  cliccato su Print il sistema in automatico genera un file PDF che poi andrà a stampare e che voi non vedrete. Il servizio è attualmente disponibile solamente per Windows.

Spegnere il computer quando vuoi

Molte volte voi avrete pensato di lasciare il computer acceso perchè doveva scaricare oppure fare tante altre cose,però non lo lasciavate perchè alla fine non finisce di scaricare perchè dopo un pò va in standbyte.


Allora proprio per questo problema vi consiglio un programmino molto utile e leggero che vi fa decidere quando e come spegnere il computer.Il programma si chiama WinMend Auto Shutdown e lo potrete scaricare da Qui

Il tutto vi servirà molto in caso dobbiate andare a fare qualche commissione,o anche altro sopratutto se dovrete scaricare a partire dai Film ai Giochi, Musica e cosi via, da qui tra l’ altro potrete impostare l’ ora di spegnimento in piccoli e molti semplici passaggi, ma fidatevi che ne varrà almeno per molti la pena di provarlo, d’ altronde la sua interfaccia è molto semplice, ed è un programma anche totalmente gratuito Free.

Che dire provatelo e vedrete che non ve ne pentirete tra l’ altro viene utilizzato già da parecchia gente con risultati oltremodo soddisfacenti.

Ora la parola tocca a voi e le vostre opinioni.

Forza dai, Buon Divertimento!!.

Per disabilitare il Caps Lock e il tasto Win su Windows

Per diversi motivi alcunii tasti delle tastiere dei PC sono odiati da un mucchio di persone. Esempi da fare possono essere due tasti ,  quello con la bandierina di Windows, che  si preme mentre si sta giocando con i  videogame e chiude la visualizzazione a tutto schermo del gioco,e il Caps Lock, che obbliga a dover   riscrivere  frasi che si erano scritte tutte in maiuscolo.
Allora esistono trucchi  per Windows che permettono di disabilitare il Caps Lock e il tasto Win su Windows utilizzando esclusivamente il registro di sistema.
Per diabilitare il Caps Lock :
  1. Recarsi nel menu Start, digitare regedit nella barra di ricerca rapida  e premere il tasto Invio per accedere all’editor del registro di sistema;
  2. Recarsi nella chiave HKEY_LOCAL_MACHINE\ SYSTEM\ CurrentControlSet\ Control\ Keyboard Layout;
  3. Creare un nuovo valore binario in “Keyboard Layout” e rinominarlo in Scancode Map;
  4. Fare doppio click sulla chiave Scancode Map e assegnargli il seguente valore prima di riavviare il PC.  Per disabilitare il  tasto WIn:
  1. Recarsi nel menu Start, digitare regedit nella barra di ricerca rapida (o in “Esegui”) e premere il tasto Invio per accedere all’editor del registro di sistema;
  2. Recarsi nella chiave HKEY_LOCAL_MACHINE\ SYSTEM\ CurrentControlSet\ Control\ Keyboard Layout;
  3. Creare un nuovo valore binario in “Keyboard Layout” e rinominarlo in Scancode Map;
  4. Fare doppio click sulla chiave Scancode Map e assegnargli il seguente valore prima di riavviare il PC.

Aggiungere Yahoo Media Player a Wordpress

Yahoo ha da tempo messo a disposizione degli webmaster un riproduttore musicale da aggiungere al proprio sito web. Il suo nome è Yahoo Media Player e per adesso, è ancora in versione BETA.

Ma quali sono i passi da seguire per aggiungerlo al nostro blog fatto con Wordpress? Niente di più semplice:

  • Inserire il codice del riproduttore:

Per inserire il codice vero e proprio, quello che aiutera alla visualizazzione della barra di Y!Media Player, bisogna andare modificare uno dei file .php del tema. Personalmente, preferisco modificare il footer.php in quanto gli altri sono pieni di codici e rischiamo di non trovarlo quando ne abbiamo bisogno.

Andiamo quindi sull’editor del tema, apriamo il file footer.php quindi, al di sopra del codice <?php wp_footer(); ?> inseriamo il seguente codice:

<script type=”text/javascript” src=”http://mediaplayer.yahoo.com/js”></script>

Fatto ciò, possiamo passare direttamente al secondo passo.

Anche linkare le canzoni con Yahoo Media Player risulta facile infatti, ci basterà inserire il link diretto a un file mp3 all’interno della pagina di Wordpress per farla riconoscere al riproduttore quindi fargliela riprodurre. Se volete che le canzoni vengano riprodotte sull’intero sito web vi consiglio di inserire i link all’interno di un Widget sulla barra laterale.

Andiamo dunque a selezionare un Widget Testo quindi inseriamo il seguente codice per ogni canzone che vogliamo inserire:

<p><a href=”http://sitoweb.com/cartella/filemusicale.mp3″>Prima Canzone</a></p>

Questo è tutto. Ricordate però che, il player riesce a riprodurre solo i link che trova all’interno di una pagina quindi, se abbiamo una playlist, bisognerà aggiungere i file su un Widget che su tutto il sito web altrimenti ci toccherà inserirlo in file del tema come header.php o footer.php.

Liberare la cache di Firefox con Empty Cache Button

Utilizzare internet per tante ore al giorno, mette alla prova le prestazioni di navigazione del browser web che a un certo punto potrebbero non offrire il servizio desiderato. Chi utilizza Mozilla Firefox sa che esiste un’apposita funzione per svuotare la cache, ma per chi ama la semplicità è stata realizzata anche un’estensione che permette di farlo con un clic.

Con Empty Cache Buttonpotrete finalmente dimenticare questa fastidiosa procedura per vuotare la cache di Firefox per Windows. L’add-on in questione è compatibile con le versioni Firefox per Windows e Mac. Una volta completato il download non dovrai fare altro che completare la procedura guidata e riavviare il browser di casa Mozilla.

Un servizio innovativo che permette di risparmiare un sacco di tempo, cancellando la cache in un solo secondo. Al termine della procedura l’icona dell’add-on per Firefox sarà visibile accanto ai tuoi link preferiti e da quel momento la cache si cancellerà con un semplice clic del mouse. Empty Cache Button è stato sviluppato da “vmslo” un utente della community di Firefox, e solo dopo due giorni dal suo rilascio ha superato i 500 download.